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I palazzi

Da scoprire Il volto nobile della città: quattro passi tra dimore storiche

20 settembre 2020, 19:52

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  STEFANIA PROVINCIALI

Una passeggiata per il centro storico della città seguendo l’asse di due delle vie principali, strada Farini e strada della Repubblica. L’appuntamento riservato agli abbonati di Gazzetta di Parma, si è svolto ieri con un esclusivo programma che ha guidato alla scoperta delle architetture e della storia dei casati che hanno voluto ed abitato alcune delle più prestigiose dimore storiche della città, con la guida di Carlo Mambriani e Alessandro Malinverni. 
L’itinerario ha preso avvio da Palazzo Pallavicino, che da circa mezzo millennio spicca con la sua imponente struttura nel tessuto urbano per grandiosità, splendore degli interni e ricchezze artistiche. Ad introdurre la passeggiata nel cuore della città, organizzato nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza in materia anti-Covid 19, è stato Aldo Tagliaferro, giornalista della Gazzetta di Parma ed ideatore della rubrica dedicata ai palazzi antichi che da diversi mesi ormai accompagna settimanalmente i lettori. 
VALORIZZARE LA CITTÀ
«Con queste iniziative cerchiamo di valorizzare la città e il territorio» ha detto. 
«Sono state tante le richieste per le visite di settembre - ha spiegato Sabrina Schianchi, responsabile marketing del gruppo Gazzetta di Parma - . Sarà nostra cura annunciare al più presto nuove date per chi non ha potuto partecipare e nuovi appuntamenti» ha confermato. 
Da Palazzo Pallavicino, gioiello del tardo Barocco, con il suo cortile nobile e lo scalone a tre rampe curvilinee, che fu di due potenti casate, gli Sforza di Santafiora e i Pallavicino del ramo detto «di Roma» all’imponente Palazzo Baiardi Rosazza Carmi, dal fascino neoclassico, che dalla proprietà dei Baiardi passò a figure emergenti della borghesia divenendo vetrina di ricchezza e potere, l’itinerario è giunto al ristrutturato Palazzo Tarasconi, con l’imponente impianto rinascimentale e la rarissima scala elicoidale, che sta aprendo le porte alla città. 
ACCOLTI DAI PROPRIETARI
I visitatori sono stati accolti dal proprietario, Corrado Galloni: «L’intenzione è di lasciare destinare questi spazi a concerti ed iniziative culturali. Voglio che sia un luogo di riferimento, anche e soprattutto in occasione di Parma Capitale della Cultura. C’è una parte residenziale che tuttavia, per cinque giorni all’anno, sarà aperta per poter essere conosciuta» conferma. 
E poi una sosta davanti al Palazzo ex Banca d’Italia e via verso Borgo Giacomo Tommasini per scoprire la facciata e la storia di Palazzo Giandemaria Belloni ricostruito alla fine del ‘600, che conserva dell’impianto originario il bel portale in cotto, fino a strada della Repubblica con lo splendido Palazzo Rangoni, sede della Prefettura. 
Fu il conte Giulio Rangoni, signore di Roccabianca, ad acquistarlo da Bartolomeo Cantelli, per poi passarne una parte, nel 1690, ai Principi Farnese che ne fecero la propria residenza. Sulla facciata si ammirano i cinquecenteschi cornicioni in terracotta e il monumentale ingresso dove ancor oggi si può notare lo stemma farnesiano. 
Una sosta davanti ad un gioiello del neoclassicismo parmense, Palazzo Corradi Cervi, e poi, lungo la via, passando da Palazzo Lampugnani, Palazzo Bulloni Serra e Palazzo Rossi di San Secondo, l’itinerario si è concluso a Palazzo Marchi. 
I visitatori, accolti da Maria Marchi, hanno potuto ammirare l’ imponente edificio dalla struttura neoclassica con lo scalone a forbice che conduce al piano nobile conferendogli un’aura di grandiosità, ricchezza e potere. 

LA BELLEZZA INTORNO A NOI
Soddisfatti i partecipanti. Andrea Vicini, che oltre allo sport ama la cultura ha dichiarato: «Seguo le iniziative di Gazzetta di Parma, tutte affascinanti per i temi trattati, in particolare queste che portano nel cuore della città alla scoperta di luoghi non sempre visitabili». 
«Sono incontri molto accurati, ricchi di notizie ma svolti in maniera agile. Piacevole il fatto che i relatori, dal livello di specializzazione altissimo, si alternino come in una sceneggiatura» ha fatto eco Stefano Ricotti. 
«Quando riesco partecipo volentieri a queste proposte - ha dichiarato Marina Beretta - . Apprezzo che in un momento come questo si sia mantenuto un programma culturale. Restare all’aperto è oggi una necessità ma anche una opportunità, un’occasione per osservare e conoscere le bellezze che ci circondano e di cui molto spesso nella fretta di ogni giorno non ci accorgiamo. La competenza di chi ci guida in questi percorsi è poi un valore aggiunto».