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Canale Naviglio

Passeggiata sotto terra per scoprire l'acqua finalmente chiara - Foto

19 febbraio 2021, 09:10

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di Antonio Bertoncini

Anche scendere da un comune tombino accanto a viale Tanara può farci scoprire il fascino di una Parma sotterranea che pochi conoscono, con il suo fitto intreccio di camminamenti e soprattutto di vie d’acqua, dei canali che sessant’anni fa correvano a cielo aperto al fianco delle strade e che oggi sono diventati parte integrante del paesaggio sotterraneo.  E’ stato questo il destino del più importante, il canale Naviglio, che parte da Langhirano, attraversa tutta la città, viaggia verso Colorno e fa arrivare le sue acque in Po. Il canale era ridotto male da tempo, abbandonato a se stesso, in una commistione di acque piovane e scarichi fognari. Il Comune ha deciso di metterci mano, investendo un milione e seicentomila euro, e affidando ad Ireti un intervento di ristrutturazione e bonifica che, appena terminato, ha già prodotto benefici effetti sulla qualità delle acque. 


Il Naviglio restituito a nuova vita è stato presentato dal sindaco Federico Pizzarotti e dall’assessora all’ambiente Tiziana Benassi, che, insieme ai giornalisti e ai tecnici di Comune e Iren, muniti di stivali e bardati con tute bianche dall’aspetto simile a quelle usate dai medici, sono scesi sotto le volte del canale dall’ingresso di via San Fermo della Battaglia, e hanno percorso un centinaio di metri nell’acqua, finalmente chiara e praticamente inodore, per vedere di persona questo affascinante, e soprattutto più sano, aspetto di Parma sotterranea.  L’intervento ha comportato la ristrutturazione del percorso sotterraneo urbano di 4,3 chilometri, da strada Sant’Eurosia al parco Nord di via Venezia, con il rifacimento di ampi tratti della rete fognaria pensile che corre lungo i due lati della galleria del canale e soprattutto con il collegamento alla rete fognaria delle 400 condutture di scarico che inquinavano il Naviglio. 


«Mia nonna ricordava benissimo il Naviglio a cielo aperto - ha ricordato il sindaco Pizzarotti - ora ce lo ritroviamo sotto la città, ma non per questo possiamo ignorare la necessità di mantenerlo in efficienza, facendo in modo che le volte del canale siano pulite le acque piovane arrivino in Po senza scarichi fognari. Sono opere che costano tanto e non si vedono, ma sono preziose per la comunità. Ed è anche un modo per valorizzare questa città sotterranea silenziosa e diffusa che merita di essere riscoperta e preservata». 


Tiziana Benassi ha dato merito al suo predecessore Gabriele Folli di aver avviato e finanziato l’operazione, che ha richiesto un lungo lavoro preparatorio e di indagine con l’ausilio di laser scanner per individuare gli scarichi più o meno abusivi, comunque riferiti ad antica data, che ora sono convogliati sulle fognature pensili lungo il canale: «Dopo i sotterranei del Municipio - ha ricordato l’assessora Benassi - andiamo alla scoperta di una città sotterranea che costituisce un patrimonio storico e ambientale. Ma soprattutto il risanamento serve ad evitare problemi igienici e di inquinamento. Oggi - ha concluso - si chiude una storia e se ne apre un’altra: presto – annuncia Tiziana Benassi - faremo un analogo intervento sul canale Galasso, dove sono già iniziati sopralluoghi ed ispezioni».