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Da via Langhirano a via Emilia ovest sulla pista «invisibile»: percorso mal segnalato e disseminato di buche

06 settembre 2021, 09:45

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Le piste ci sono, ma è tutt’altro che facile individuare i percorsi tracciati per i ciclisti. Forse è per questo motivo che di biciclette se ne incontrano poche negli otto chilometri che separano via Langhirano da via Emilia ovest, lungo il tragitto delle tangenziali. 

Eppure le piste sono tutte rigorosamente separate dalla carreggiata stradale e per lo più ben percorribili e addirittura illuminate. Ma è difficile individuarle, e ci sono lunghi tratti in cui sembrano un percorso da ciclocross. 
Abbiamo scelto di iniziare da via Langhirano, all’altezza del ponte del Cinghio, dove solo un occhio attento vede il piccolo cartello con indicata la scritta «Pista ciclabile Campus». Si percorre poco più di un chilometro sulla ciclopedonale asfaltata e addirittura illuminata, ma con il fondo rovinato dalle radici e dall’incuria. 

Proseguendo ci si trova di fronte il guardrail della tangenziale Sud: se si gira a sinistra, si trova poco dopo una pista non segnalata, che svoltando di nuovo a sinistra passa sotto la tangenziale e ti porta nel boschetto del Campus universitario. Ma se non lo sai non la trovi di sicuro. 

Al bivio, invece, svoltiamo a destra, proseguendo sul lato esterno alla strada in un percorso poco piacevole, con il fondo sconnesso, qualche «rifiuto stradale» e la vegetazione invasiva. Allo svincolo, si attraversa strada Montanara e si entra sulla rampa dedicata con tanto di mezzeria, per procedere poi verso strada Farnese. Qui il fondo della pista è veramente pessimo, addirittura con un breve tratto privo di asfalto dai tempi dell’alluvione del 2014. 

Alla rotatoria di strada Farnese vieni letteralmente abbandonato al tuo destino di ciclista di buona volontà. Se sei bravo e fortunato scopri che dalla parte opposta di strada Farnese puoi entrare in una cancellata sempre aperta a ridosso della tangenziale. Dopo cento metri trovi il cartello «Pista cicalabile» che ti consente di pedalare verso strada la Spezia. Qui è tutto un altro film: la pista è bella, illuminata, verde, attraversa il nuovo quartiere e nell’ultimo tratto è parallela alla tangenziale, sovrastandola. 

Arrivi in via Spezia e scopri che la ciclabile è teoricamente occupata da un cantiere (per la verità quasi ultimato). C’è scritto «chiuso per lavori», ma se la curiosità ti porta ad entrare dall’accesso sepolto dalle frasche, ti trovi in una delle più suggestive piste ciclabili della città, rimessa a nuovo, con un lungo percorso separato dalla tangenziale, che ti conduce piacevolmente fino all’incrocio con strada Martiri della Liberazione (quella che collega la città alla frazione di Vicofertile). 

La attraversi ed entri nel percorso ciclabile che costeggia la tangenziale ovest sul lato destro, ben percorribile, anche se meno suggestiva, e arrivi al terminal, cioè il parcheggio scambiatore ovest, dal quale puoi immetterti sull’altro percorso lungo la via Emilia. 

Anche in questo caso, se per l’arrivo non ci sono problemi, l’accesso è molto mal segnalato: a pochi verrebbe in mente di attraversare il parcheggio per cercare una pista ciclabile, e il cartello si trova esattamente lì, dove nessuno lo vede, se non quando è praticamente già sulla pista.

Antonio Bertoncini