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La denuncia di Legambiente: "Devastata l'ex area di riequilibrio ecologico nella Parma"

21 Dicembre 2018,12:25

"Per ignoranza e ignavia un’altra devastazione ambientale è stata compiuta in città, nel torrente Parma, sulla sponda destra tra il ponte Stendhal e il ponte Dattaro. Quella che era l’Area di Riequilibrio Ecologico non esiste più, caduta sotto i colpi delle ruspe di Aipo con la connivenza del Comune di Parma. Sotto il profilo etico possiamo parlare di crimine ambientale". Sono pesanti le parole che utilizza Legambiente a corredo delle foto che mostriamo. 

"Quel tratto di sponda del torrente Parma non ha mai costituito alcun pericolo per la sicurezza idraulica, poiché è debitamente rialzato rispetto all’alveo e, inoltre, proprio il rinfoltimento della vegetazione era una garanzia per il trattenimento di rami e tronchi -  continua l'associazione - . A questo scopo l’ARE era stata voluta dall’allora sindaco Lavagetto, istituzionalizzata dal sindaco Ubaldi e confermata, pur senza risorse, dal sindaco Vignali. Ricordiamo in particolare l’allora assessore Lisi, che ne colse appieno l’importanza e si battè per realizzarla: un oasi ecologica di circa 7 ettari alle porte della città. Se oggi i parmigiani possono godere della vista dei caprioli in città è per quell’azione di rinaturalizzazione. Legambiente ebbe l’onore e l’onere di progettarla e gestire l’avvio, fino al raggiungimento dell’equilibrio ecologico voluto.

Purtroppo l’Amministrazione Pizzarotti se ne è disinteressata da subito e non l’ha confermata tra gli strumenti urbanistici e le aree naturali di valenza regionale. Caduta nel dimenticatoio, ora è caduta sotto le ruspe".

"È facile - conclude Legambiente - riempirsi la bocca della parola sostenibilità, ma gli atti concreti vanno in direzione opposta.  Infine non possiamo che rammaricarci dell’azione distruttiva di Aipo che purtroppo è un ente autoreferenziale e retrogrado, dove latitano le competenze necessarie ad affrontare la situazione sotto il cambiamento climatico; affronta ancora la sicurezza idraulica con un approccio da anni Cinquanta che per la naturalità del fiume prevede un solo concetto: tabula rasa. È un ente che va profondamente riformato".

© Riproduzione riservata

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