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Quel Mondo Piccolo immortale...

05 dicembre 2015, 19:19

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Foto di Fabrizio Bertolini - Mangia come scrivi: serata "Ritorno al Mondo piccolo" (dedicata a Carlotta Guareschi) all'Antica Tenuta Santa Teresa di Parma, con gli scrittori Guido Conti, Alessandro Gnocchi, Egidio Bandini e con l'artista Roberto "Dakar" Meli


"Quando facevo del giornalismo, gli esperti del giornalismo mi hanno consigliato parecchie volte di darmi all'agricoltura. Ho seguito il loro consiglio... Purtroppo gli esperti di agricoltura mi hanno consigliato di ritornare al giornalismo. Allora ho scelto questa attività, che non danneggia né il giornalismo né l'agricoltura. Oltre al resto, posso coltivare il mio hobby - che è sempre, purtroppo, quello dello scrivere - perché oggi finalmente posso scrivere qualcosa di veramente sostanzioso: il menù!". E' Giovannino Guareschi che racconta, con ironia, per quale motivo abbia deciso di aprire un'osteria a Roncole Verdi. L'intervista del 1965 fatta dalla Settimana Incom a Guareschi ha aperto la 110° serata di “Mangia come scrivi”, rassegna letteraria e gastronomica ora in scena all'Antica Tenuta Santa Teresa.
Una serata con un centinaio di persone passata (anche) a parlare del Mondo Piccolo e del suo autore. La serata era dedicata in particolare alla figlia Carlotta, scomparsa di recente. Hanno partecipato alla cena Camilla e Margherita, rispettivamente figlia e nipote di Carlotta Guareschi. In sala c'era anche il direttore della Gazzetta di Parma, Michele Brambilla, che siederà al tavolo degli autori nella serata di gennaio 2016, dedicata alla Storia d'Italia fra anni '60 e '80.
In una serata sul Mondo Piccolo non poteva mancare Egidio Bandini, al tavolo centro con lo scrittore Guido Conti, Alessandro Gnocchi (studiso di Guareschi, autore di diversi libri) e Roberto “Dakar” Meli, che fa parte della squadra di illustratori dei fumetti su Don Camillo (Renoir editore).
Seguendo la formula di “Mangia come scrivi”, Egidio Bandini presenta Gnocchi, che ha saputo analizzare la psicologia dei personaggi guareschiani e i sentimenti del Mondo Piccolo. I personaggi principali sono tre ma alla fine sono uno solo... Guareschi, ricorda Bandini, sottolineava che si poteva contestare ciò che dicono Don Camillo e Peppone ma non ciò che dice il Cristo parlante: «Quella è la mia coscienza e sono affari interni miei»...
Quando Alessandro Gnocchi prende la parola il suo pensiero va a Carlotta. Una volta realizzato il primo libro, Gnocchi ammette di non aver trovato il titolo... Lo ha fatto Carlotta Guareschi e così è nato «L'invenzione del vero». Il titolo azzeccato è arrivato subito, insomma: per Gnocchi «si vedeva come il genio, la finezza di spirito, possano passare da una generazione all'altra». «Carlotta è ancora viva perché suo padre l'ha immortalata nei suoi racconti», aggiungerà Guido Conti.

Venendo a Giovannino Guareschi, invece, Alessandro Gnocchi spiega che il suo “dramma” era quello di aver vissuto in un “mondo antico “ che stava morendo. Il suo sforzo non è annunciarne morte ma tenerlo in vita con le sue storie e i suoi personaggi.
Si avvicina mezzanotte quando parla Guido Conti, riuscito a partecipare nonostante i segni di un problema di salute. Conti cattura l'attenzione delle circa cento persone in sala, sottolineando l'importanza del fatto che Guareschi come scrittore attinga dalla traidzione della cultura cattolica. «Papa Giovanni gli aveva chiesto di scrivere il catechismo...». Tutti pensiamo a Don Camillo e Peppone ma Conti fa notare che c'è un'altra epopea descritta da Giovannino Guareschi: quella della trasformazione di Milano. Lo scrittore racconta così la sua vita quotidiana fino al 1968, anno della sua morte. «Guareschi è ancora molto attuale - dice Conti -. Oggi non lo leggiamo più con la chiave politica del dopoguerra ma rimane tutta l'umanità. La sua capacità di raccontare le cose fa parte della letteratura consolatoria» secondo l'accezione greca: una letteratura che consola, che fa stare bene.
La serata si è chiusa con un breve intervento di Roberto «Dakar» Meli ma soprattutto con le (anche sue) tavole dei fumetti di Don Camillo che scorrevano sul maxi-schermo alle spalle degli ospiti.