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Quel profugo folgorato su un traliccio a Fidenza

28 aprile 2016, 21:01

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Se la cronaca oggi parla di profughi come questione internazionale, può sorprendere che anche 40 anni fa, esattamente il 28 aprile, la cronaca della nostra Gazzetta fosse dedicata soprattutto ad una misteriossa tragedia con un profugo protagonista, e con caratteristiche che in un primo tempo andarono a richiamare addirittura la vicenda di Giangiacomo Feltrinelli.

A Fidenza, su un traliccio nei pressi della linea ferroviaria Milano-Bologna, venne trovato il corpo senza vita di un uomo senza documenti. E ci vollero alcuni giorni per accertare  che si trattava di un profugo greco-cipriota, al cui fianco si era mosso in quei giorni nella nostra Bassa un altro misterioso personaggio - un sedicente esule jusgoslavo - che aveva poi fatto perdere le proprie tracce. 

Fra le ipotesi, anche se accanto all'uomo non venne rinvenuto esplosivo, quella che lui e l'eventuale complice progettassero un attentato dinamitardo. Una ipotesi figlia ddel clima di quegli anni, visto appunto il precedente dell'editore Feltrinelli morto accanto a un traliccio di Segrate nel 1972 in circostanze mai del tutto chiarite ma legate, secondo la versione "ufficiale" dell'epoca, alla realizzazione di un attentato.

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