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Pizzarotti pubblica i messaggi inviati a Di Maio e Fico

13 maggio 2016, 22:26

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Dopo la conferenza stampa per rispondere alla sospensione annunciata dal Movimento 5 Stelle, il sindaco Federico Pizzarotti pubblica sul suo profilo Facebook le schermate con i messaggi mandati via WhatApp a Luigi Di Maio e Roberto Fico. «Mi dispiace dover arrivare a questo punto - dice il primo cittadino -. Chi mi conosce sa che non è nel mio stile. Se prima si fosse accettato un confronto che ritengo ovvio e basilare per un gruppo politico, e non avessi ricevuto un trattamento simile, tutto questo sarebbe rimasto fra quattro mura e saremmo usciti da questa vicenda più forti di prima».

«Possiamo prendere appuntamento per chiarire alcune dinamiche e per parlarne o rimarrò separato in casa?», scriveva Pizzarotti a Di Maio.
Pizzarotti pubblica anche messaggi inviati a Roberto Fico. In entrambi i dialoghi si nota l'insistenza di Pizzarotti, che scrive ripetutamente a Di Maio chiedendogli di parlarsi in vari messaggi tra fine gennaio e i primi di febbraio. Poi verso fine febbraio e poi ancora ad aprile tenta di contattare anche Fico.
Pizzarotti precisa nei primi messaggi le ragioni per cui vuole parlare con Di Maio: c'è aperta la questione dei due consiglieri comunali M5S, Nuzzo e Savani, passati all'opposizione con il nome di "Movimento 5 Stelle Parma".
Pizzarotti aveva poi scritto una lettera aperta al vertice del Movimento: «Come si può pensare di lasciar passare che nella più grande città amministrata dal M5S, si formino due gruppi del M5S? Cosa si aspetta a intervenire?», aveva denunciato pubblicamente.  


Ecco il commento di Pizzarotti su Facebook:  

A chi mi chiede per quale motivo non ho comunicato prima di aver ricevuto l'avviso di garanzia rispondo con la massima tranquillità. Io e il gruppo di Parma abbiamo provato, per mesi, a contattare il direttorio. Qui sotto avete le prove di due dei telefoni da cui li abbiamo contattati. Volevo parlare di due questioni importanti: i due consiglieri che dalla minoranza ci attaccano dichiarando di essere del M5S e questa indagine sul nostro Teatro che mi riguarda. Difficile spiegare a chi non ti risponde.

Mentre, per chi mi chiede come mai non ho pubblicato, tutto la risposta è altrettanto semplice. Perché nel rispetto della magistratura ho chiesto al PM di essere ascoltato e solo dopo, se mi fosse stato detto che non era un problema, avrei pubblicato le informazioni. Sto ancora aspettando di essere ascoltato. Un'indagine non è un talk show e la magistratura, giustamente, ha la precedenza. Come hanno diritto di essere rispettati gli altri membri del cda coinvolti nell'indagine che non rivestono alcuna carica politica.

Mi dispiace dover arrivare a questo punto. Chi mi conosce sa che non è nel mio stile. Se prima si fosse accettato un confronto che ritengo ovvio e basilare per un gruppo politico, e non avessi ricevuto un trattamento simile, tutto questo sarebbe rimasto fra 4 mura e saremmo usciti da questa vicenda più forti di prima.