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Vignetta "osé" sulla Boschi, è polemica: "Sessismo"

11 agosto 2016, 00:37

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«Sessismo». Il Partito Democratico scende in campo contro la vignetta di Mannelli pubblicata sul Fatto quotidiano, accusando il giornale diretto da Marco Travaglio di aver ceduto alla «misoginia». Nel mirino, il ritratto di Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme: microfono in mano e gambe accavallate in evidenza, complice un vestito corto, e sopra la scritta «Riforme: lo stato delle cos(c)e».
Non è la prima volta che la satira contro la Boschi finisce sul banco degli imputati: a novembre toccò a una vignetta del Mattinale di Forza Italia, le cui scuse non furono sufficienti a placare le polemiche, e qualche mese dopo, nell’ambito della vicenda dell’inchiesta sul petrolio, fu la volta del Fatto.
«La rabbia fa perdere ragione e buongusto - commenta il capogruppo Dem alla Camera Ettore Rosato - Sessismo e un velo di misoginia. Accade sempre più spesso al #FattoQuotidiano». Altro che satira, insistono in molti nel Pd: «non abbiamo nessuna intenzione - avverte però la vicepresidente del Senato Valeria Federli - di abituarci al suo scadere in un becero sessismo e, di conseguenza, alla sua inutilità».
Ma non solo. C'è chi tra i Dem insinua anche il dubbio che sia un’operazione con un preciso obiettivo: «Chi non ha argomenti - dice il deputato Pd Edoardo Patriarca - sceglie vecchi schemi. Oppure - aggiunge - è solo una mossa per vendere qualche copia in più?».
La solidarietà al ministro delle Riforme non arriva solo dai colleghi di partito: «Uomini basta sessismo - twitta la presidente della Camera Laura Boldrini - siamo nel 2016. Rinnovatevi anche nella satira». Scende in campo anche l’azzurra Renata Polverini con un tweet: «Il corpo delle donne va rispettato senza se e senza ma. La satira èaltro. Solidarietà al ministro Boschi».
Per la sottosegretaria ai Beni culturali e esponente di Ncd Dorina Bianchi, quello contro la Boschi è un «attacco penoso», che dimostra solo la «mancanza di argomenti». Non resterebbero, aggiunge quindi, che le «scuse». Quell'immagine, osserva il deputato di Scelta civica Stefano Librandi, «rappresenta un’offesa sessista e volgare, che danneggia le donne e non solo».