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Un velo coprirà l'Arena Verona, vince un progetto tedesco

01 febbraio 2017, 12:51

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L’Arena di Verona potrebbe diventare un po' come lo Wembley Stadium di Londra, con una copertura da mettere e togliere in caso di pioggia. Una sorta di cappello per proteggerla dalle infiltrazioni che, come ha spiegato il sindaco Flavio Tosi, causano «ogni anno allagamenti e crolli».
La strada, va detto, è ancora lunga e incerta, però il primo passo è già stato fatto: un concorso internazionale di idee (che ha avuto l’ok del ministero dei Beni culturali quando era retto da Massimo Bray) per la copertura finanziato da Calzedonia e di cui oggi è stato proclamato il vincitore. D’altronde - ha osservato il fondatore del gruppo Sandro Veronesi - se i francesi hanno messo una piramide in vetro davanti al Louvre, a Verona si potrà creare una protezione per l’anfiteatro romano dove ogni anno migliaia di persone assistono a opere e concerti.
Il vincitore è un raggruppamento temporaneo di imprese tedesche Sbp & Gmp (Schlaich Bergman und partner e Gerkan Marg und Partner), che, insieme o singolarmente, ha realizzato progetti importanti in tutto il mondo incluse l’antenna sopra il One World Trade Center a New York, la sistemazione per i mondiali di calcio del Maracanà, lo stadio di Durban in Sud Africa, con copertura delle tribune e un arco in acciaio di cento metri e la vela in vetro della nuova fiera di Milano. Gmp nel 2014 con un partner spagnolo è anche arrivato primo nel concorso per la ristrutturazione dello stadio Bernabeu di Madrid. I componenti della giuria, però, non conoscevano il curriculum del vincitore: le proposte erano infatti in forma anonima.
Il bando chiedeva di ideare una copertura che si potesse togliere e che non incidesse sul monumento e sulla piazza su cui ci sono degli importanti vincoli architettonici e paesaggistici. Inoltre fra i firmatari del progetto ci doveva essere almeno un partecipante giovane, iscritto all’albo professionale da meno di cinque anni. In tutto sono arrivate 87 proposte (3 giudicate non ricevibili). Di queste il 28% dall’estero, non solo Europa ma anche Giappone, Stati Uniti ed Argentina.
Il progetto che ha vinto è in pratica una sorta di moderno velario romano con i teli di copertura che poggiano su un solo ordine di cavi e un sistema di riavvolgimento a scomparsa che resta visibile in un unico lato. Il secondo classificato (rti Vincenzo Latina di Siracusa) prevede un sistema di camere d’aria che si gonfiano e si accostano su un anello reticolare. Il problema in questo caso, però, è che i cavi restano sempre visibili. Terzo classificato il progetto di una rti italo spagnola guidata da Roberto GM Ventura di Codogno che ipotizza di raccogliere il telo centralmente. Tutte le idee saranno comunque visibili in una mostra a palazzo della Gran Guardia.
Adesso parte l’iter con soprintendenza e ministero. Bisogna vedere, ha spiegato il soprintendente Fabrizio Magani, se è fattibile da molti aspetti «a partire da quello economico». La stima è di 13,5 milioni di euro di costo per cui Calzedonia è pronto ad impegnarsi. Secondo il sindaco, se c'è la volontà e arriveranno tutti i via libera, «in tre anni la copertura ci sarà». E se permetterà di fare concerti anche in caso di pioggia sarà un di più, perchè l’obiettivo è «proteggere un patrimonio dell’umanità».