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Salvati 5 cuccioli di cinghiale a Berceto

Tabiano, la "denuncia" di un lettore: "Incidente con un capriolo ma nessuno è venuto a soccorrerlo"

07 marzo 2017, 08:00

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Cinque cuccioli di cinghiale sono stati salvati dai carabinieri forestali a Berceto. I piccoli sono rimasti senza mamma: i forestali li hanno fatti trasferire al Centro di recupero degli animali selvatici (Cras) di San Polo d'Enza, nella Val d'Enza reggiana. 
La mamma dei cinque piccoli cinghiali è rimasta uccisa in seguito a un incidente stradale: è stata investita nella zona di Berceto. I piccoli, che sicuramente stavano seguendo la madre, sembrano nati da pochi giorni ed erano a loro volta vicini alla strada. I carabinieri forestali sono riusciti a recuperarli. Essendo molto piccoli, servivano cure immediate. Da qui la chiamata dei militari al Cras di San Polo d'Enza. Il responsabile Ivano Chiapponi ha prelevato tre cuccioli al casello di Borgotaro sull'A15 venerdì mattina e gli altri due «fratelli» nel pomeriggio, con appuntamento al casello di Fornovo. Dopo le cure, gli animali sono custoditi negli spazi del Cras sulle colline reggiane, in attesa del reinserimento in natura.
Nei giorni scorsi, al centro specializzato della Val d'Enza è arrivata dal Parmense anche una faina. L'animale è stato ferito da un cane ed era malato di rogna. Anche in questo caso è stato curato dal personale del Cras.
Quello di Berceto è solo uno degli ultimi casi di incidente stradale fra veicoli e animali selvatici in provincia. Sempre venerdì, a notte fonda, un capriolo è stato investito a Tabiano. Dopo due ore di sofferenza l'animale è riuscito a riprendersi e ad allontanarsi. Ma nessuno è intervenuto per soccorrerlo, racconta indignato Emanuele Aimi, imprenditore, che abita a Fidenza. «Ho colpito il capriolo con l'auto sulla strada che da Fidenza va a Siccomonte - spiega Aimi -. L'incidente è avvenuto all'una e trenta: per due ore ho osservato il capriolo, ma non l'ho toccato, per capire se fosse ferito gravemente. E' finito in un canale: aveva contusioni sotto l'occhio e respirava a fatica. Poi si è rialzato e, zoppicando, se n'è andato. Nel frattempo ho chiamato il 118, l'Ausl, le forze dell'ordine... Nessuno è intervenuto perché non c'è più la convenzione per il soccorso».
Il servizio, prima garantito dall'associazione Rescue Dogs, nel Parmense è «scoperto» dall'inizio dell'anno, come spiegato dalla Gazzetta nelle scorse settimane. La Regione ha emesso un bando: il procedimento si chiuderà il 22 marzo. A.V.

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