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Corteo in centro: Parma celebra la Liberazione. Pizzarotti: "Avanzano le paure ma dall'antifascismo sono nati gli anticorpi della civiltà"

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25 aprile 2017, 13:04

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Parma ha celebrato la Festa della Liberazione. Il Corpo bandistico Giuseppe Verdi ha aperto il corteo, partito da Barriera D’Azeglio e diretto verso piazza Garibaldi per le cerimonie istituzionali. Il centro si è riempito di persone e bandiere che celebrano la Liberazione e l'antifascismo. 
In Piazza Garibaldi hanno portato il loro saluto il sindaco Federico Pizzarotti, Gianpaolo Cantoni in rappresentanza della Provincia, il presidente della Consulta studentesca Tommaso Moroni e il partigiano Russia, Soemo Alfieri. L’orazione ufficiale è stata tenuta dal segretario nazionale A.N.P.C. (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani), Maurizio Gentilini, su proposta delle Associazioni Partigiane che fanno parte del Comitato del 25 aprile, assieme a Comune e Provincia, e alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti della giunta comunale. 

Video: le parole di Gentilini e del partigiano Russia

"Le paure e le disuguaglianze avanzano e la politica fa leva sulla fragilità delle persone, ma noi non temiamo questo autunno del mondo, perché sentendoci ancora antifascisti sappiamo che dall'antifascismo sono nati gli anticorpi e i valori della civiltà". Lo ha detto il sindaco Federico Pizzarotti intervenendo alla cerimonia del 25 Aprile in piazza Garibaldi, dopo il tradizionale corteo che ha attaversato la città. Nel suo discorso, Pizzarotti ha ricordato il partigiano "Annibale" (video). 

"Il 25 Aprile - ha detto nell'orazione ufficiale il segretario nazionale dell'Associazione partigiani cristiani Maurizio Gentilini - è la radice dell'Italia repubblicana e democratica, una radice popolare, di uguaglianza e riscatto  civile, perché la Resistenza unificò in una esperienza unica classi sociali diverse, mondi diversi".

Gianpaolo Cantoni, consigliere provinciale, ha detto: “Ci vuole forza per continuare la battaglia ingaggiata dai Partigiani, una battaglia che va combattuta quotidianamente con impegno per non dimenticare i valori fondanti della nostra democrazia, per ricordarli costantemente ai nostri figli e nipoti in modo che siano sempre vivi e non perdano di presa: libertà, pace e democrazia”. Cantoni ha fatto riferimento alla Costituzione, “eredità della Resistenza” per rimarcarne i valori e la guida che essa rappresenta per la nazione. 

Tommaso Moroni, presidente della Consulta Studentesca, ha citato Calamandrei: “Ai giovani il privilegio di consegnare in eredità i valori che portarono alla nascita di una nuova Italia, alla fine della guerra”. “E' necessario recuperare le nostre radici, il senso di appartenenza ad una comunità. Bisogna tornare a vivere la politica in modo che ognuno sia responsabile delle proprie scelte verso se stesso e verso gli altri”. Da qui la necessità di ricordare i valori fondanti e i principi della Costituzione.

Il partigiano Russia, Soemo Alfieri, ha ripercorso i momenti straordinari dell'epopea della Resistenza ed ha ricordato l'eredità lasciata dai Partigiani per non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per il prossimo. “Un popolo senza memoria è un popolo che muore – ha concluso nel suo intervento – godere di certe libertà democratiche oggi sembra scontato ma è frutto dell'eroismo di chi ha dato la propria vita per la libertà”. 

Maurizio Gentilini, segretario nazionale dell'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, si è soffermato sul senso della celebrazione della festa del 25 aprile, come momento di “gioia, di giubilo, come incontro, come necessità di ricordare la propria appartenenza sociale per non cedere all'oblio della quotidianità”. E' necessario riscoprire il senso del 25 Aprile, secondo il professore Gentilini, che ha citato Ferrucci Parri e Norberto Bobbio: “Il valore della Resistenza come momento imperfetto che cerca la propria compiutezza in democrazia con la Costituente”. Gentilini ha scandagliato il valore politico e sociale del 25 Aprile e lo ha fatto citando Luciano Violante, Primo Levi e Papa Francesco per approdare al tema de lavoro come diritto e per dire no all'oblio e rimarcare i valori ed il senso della Storia, la Storia di un'Italia nata dalla ceneri della dittatura e sulla base di principi democratici ed ideali di libertà per cui tante donne e uomini morirono ed il cui sacrificio è, oggi, ancor più di allora, faro nella vita quotidiana di ciascuno.

Alle 12 i rintocchi solenni della campana della torre civica sono risuonati in tutta la città.

Video: interviste dal corteo


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