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I pastorelli di Fatima Francisco e Giacinta sono santi

13 maggio 2017, 20:37

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I pastorelli di Fatima sono santi. Già beatificati da Giovanni Paolo II, oggi Francisco e Giacinta sono stati proclamati santi da papa Francesco durante la messa davanti al santuario che ricorda le apparizioni cominciate il 13 maggio 1917, delle quali beneficiò anche la cugina dei pastorelli Lucia. Oltre 600mila persone hanno partecipato alla cerimonia di canonizzazione.
I due piccoli veggenti erano stati beatificati da papa Wojtyla, a Fatima, il 13 maggio 2000. Di Lucia, morta nel 2010, è in corso il processo di beatificazione. 

La cronaca di Giovanna Chirri (agenzia Ansa)

Contro la «miopia» e l'"indifferenza» che «raggelano» i cuori e per essere «speranza concreta» nella vita di quanti incontriamo nel nostro cammino. E' l’auspicio del Papa per l’umanità che soffre, mentre ai cristiani suggerisce di cercare protezione sotto il manto della Madonna.
Questo il messaggio che papa Francesco ha affidato durante la messa per la canonizzazione di Giacinta e Francisco Marto, i due pastorelli che il 13 maggio di cento anni fa cominciarono a beneficiare delle apparizioni della Vergine. Per canonizzarli papa Bergoglio è giunto nel santuario portoghese, dove già dal rosario e dalla veglia di ieri sera si sono radunate centinaia di migliaia di persone, oltre seicentomila secondo le prime stime. Gli arazzi che raffigurano Francisco e Giacinta campeggiano sulla facciata della basilica-santuario, e riportano alla mente la vita semplice di due bambini che nel 1917, con la casacca da pastore e la bisaccia per la merenda, portavano le pecore al pascolo proprio qui, dove ora ci sono i marmi del santuario e allora c'erano lecci e ulivi.
I fratellini Marto, morti a 10 e 9 anni a poca distanza l’uno dall’altra, come a nemmeno due anni di distanza erano nati, ricordano alla Chiesa del papa latinoamericano l’annuncio del "Magnificat», di un Dio che si fa vicino ai piccoli, ai deboli, agli umili e ai diseredati, attraverso i quali passa la storia. La storia con la «s» maiuscola, siamo soliti pensare, la fanno i potenti, i ricchi, le lobby e i poteri forti. Il messaggio di Fatima, che è il messaggio del Vangelo, grida non solo ai cristiani, ma a tutti gli uomini di buona volontà - cioè degni di chiamarsi uomini - che la storia quotidiana degli ultimi può portare speranza concreta nella vita di chi li incontra, e quindi può sia arginare il male, concretamente, che concretamente costruire il bene di tutti.
Il messaggio di Fatima, ha ricordato il cardinale Pietro Parolin ieri sera, dopo il rosario recitato dal Papa, si capisce un pò riflettendo su quella banconota falsa che ogni tanto capita in mano anche a noi: quando la riceviamo siamo vittime, siamo tentati di rimetterla in circolo, per non perdere il danaro, ma finché ci hanno truffato restiamo vittime, se poi cadiamo nella tentazione, diventiamo colpevoli. Se riciclo la truffa, sono complice e il male va avanti, ma basta che io dica di no, che uno di noi dica di no, perché il male si fermi, e non abbia corso nella storia.
La messa è stata molto partecipata, papa Francesco ha celebrato con vescovi e cardinali e subito prima del suo arrivo, la statua della Madonna è stata portata in processione, poggiata su una base di fiori bianchi e gialli. Ha partecipato al rito anche Lucas, il bimbo brasiliano la cui guarigione nel 2013 senza spiegazione scientifica, è considerata dalla Chiesa il miracolo per intercessione di Francisco e Giacinta, il miracolo che li ha portati alla canonizzazione, un unico miracolo per i due fratellini, come fu quello che ne permise la beatificazione, nel 2000, con papa Wojtyla, sempre il 13 maggio, sempre qui a Fatima. Era la prima volta nella storia della legge canonica, come è stata la prima volta con loro che la Chiesa ha riconosciuto la eroicità del comportamento dei bimbi, condizione per proclamarli santi. Fino ad allora non ci si chiedeva se dei bimbi potessero essere eroi. I due pastorelli, a 9 e 7 anni furono rapiti dal sindaco Artur Santos che, raccontandogli di aver bruciato la cugina Lucia, chiese loro di mentire sul fatto di aver visto la Vergine, per non fare la stessa fine di Lucia. Ma i piccoli si rifiutarono di farlo. «Quanti adulti, anche oggi, sarebbero capaci di tanto? Accettare la morte pur di non mentire?», si è chiesto il cardinale portoghese Josè Saraiva Martins. Che i due pastorelli abbiano anche questo da dire, cento anni dopo, al mondo delle «post-verità» e delle grandi menzogne?