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Sequestrata la nave di una ong tedesca: "Equipaggio in contatto con i trafficanti"

Jugend Rettet: "Per noi la priorità è salvare vite"

03 agosto 2017, 11:21

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Due giorni fa avevano deciso di non sottoscrivere il codice di condotta per le Ong preparato dal Viminale. Una scelta, quella della Jugend Rettet, condivisa da altre organizzazioni non governative, come Msf. Ieri un nuovo capitolo, stavolta sul fronte giudiziario: la Procura di Trapani, che da mesi indaga sui salvataggi effettuati nelle acque del Canale di Sicilia da navi delle ong, ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro della Iuventa, una delle imbarcazioni della organizzazione tedesca. Il reato ipotizzato, ancora a carico di ignoti, è il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La nave, un peschereccio battente bandiera olandese di 33 metri, è stato fermato in mare e condotta a Lampedusa. Per scortarla in porto sono intervenute diverse motovedette della Guardia costiera, con un grande spiegamento di forze. «Si tratta di un normale controllo, che abbiamo fatto e che non comporterà alcun problema - aveva spiegato il tenente di vascello Paolo Monaco dopo essere sceso dalla Iuventa - Ora controlleremo i documenti di tutto l’equipaggio e già questa mattina potranno ripartire da Lampedusa se dagli accertamenti emergerà che tutto è in regola».
Ma le cose non sono andate così. E dopo qualche ora si è saputo che il peschereccio era sotto sequestro su ordine della magistratura, ricorsa al provvedimento per scongiurare la reiterazione del reato. L’indagine - avviata a marzo dalle dichiarazioni di due operatori della Vos Hestia, imbarcazione di un’altra organizzazione non governativa, Save The Children - avrebbe accertato almeno tre casi in cui alcuni componenti dell’equipaggio della nave, non ancora identificati, avrebbero avuto contatti con trafficanti di migranti libici e sarebbero intervenuti in operazioni di soccorso senza che i profughi fossero in reale situazione di pericolo. I migranti sarebbero stati trasbordati sulla nave della ong scortati dai libici.
Per i pm il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, escluso solo quando il soccorso avviene in situazioni di imminente rischio, sarebbe smaccato. Gli episodi contestati risalgono al 18 e 26 giugno e al 10 settembre. Ma ve ne sono anche altri secondo gli inquirenti.
La responsabilità degli illeciti sarebbe individuale. Non ci sarebbero cioè legami tra i trafficanti e la Ong: infatti non è stata contestata l’associazione a delinquere. Che la vicenda avrebbe suscitato clamore, la Procura lo prevedeva. «La delicatezza dell’indagine, gli intricati risvolti giuridici e rilevanza sociale - precisa il procuratore Ambrogio Cartosio - ci induce a dare all’opinione pubblica informazioni il più possibile formali e corrette. Sulla nave si sono alternati diversi equipaggi e al momento non pare abbiano percepito compensi. La mia personale convinzione è che il motivo della condotta dell’equipaggio sia umanitario».
La Iuventa ha iniziato le sue attività di soccorso il 30 giugno dell’anno scorso. Il progetto è nato per volontà di un gruppo di giovani berlinesi, tra i 20 ai 30 anni, che hanno fondato la Ong. Sul lavoro dell’equipaggio e dei volontari a bordo della imbarcazione è stato realizzato anche un film dal documentarista romano Michele Cinque. Sul sito della Ong sono riportati i salvataggi operati dalla nave: 1388 a luglio 2016, 140 ad agosto, 1585 a settembre, 3156 a ottobre e 393 a novembre.


Nella gallery le foto che documentano i contatti fra personale dell'imbarcazione Iuventa e i trafficanti libici
(foto Ansa) 

SEQUESTRATI I PC DELLA NAVE. Gli investigatori hanno preso alcuni computer che si trovavano a bordo della nave Iuventa, sequestrata ieri su disposizione della procura di Trapani mentre si trovava a Lampedusa. Sui pc la polizia farà degli accertamenti tecnici. Verranno esaminati dagli inquirenti anche tutti gli strumenti di bordo che «raccontano» i movimenti dell’imbarcazione impegnata nel soccorso dei migranti. La Iuventa oggi partirà per Trapani, dove resterà sotto sequestro. 

JUGEND RETTET: "SALVARE VITE UMANE PER NOI E' LA PRIORITA' ". «Per noi il salvataggio di vite umane è e sarà la priorità e ci dispiace non poter operare nella zona di ricerca e salvataggio in questo momento. Non vogliamo fare alcuna ipotesi, per questo stiamo raccogliendo informazioni a tutti i livelli e solo dopo potremmo valutare le accuse. Speriamo di incontrare le autorità italiane prestissimo». Lo scrive l’ong Jugend Rettet su Twitter e sul suo sito, a proposito della propria nave Iuventa sequestrata dal gip di Trapani nell’ambito di una inchiesta sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Non tutti i commenti al tweet sono positivi. C'è chi augura un felice anno in carcere; chi scrive «facile coi soldi italiani». Ma c'è anche chi sprona ad andare avanti e chi scrive: «i nostri nipoti un giorno sapranno che avete fatto la cosa giusta, forza» e «salvate le persone ma non portatele in Italia».