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Donne libere, creative e "selvagge": foto, quadri e sculture in mostra

Collettiva nell'ex Aci di Reggio Emilia. Ci sono anche opere parmigiane

30 settembre 2017, 20:34

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Donne comuni che posano senza veli per dare un messaggio di "resistenza, allegria, maturità". Un'altra posa nuda davanti a un fuoco, in una sorta di rituale, sui calanchi appenninici. C'è la donna-lupo e ci sono le sante. E ancora: la scultura di Apis (opera in travertino, è un'ape regina che rappresenta la coniuctio tra la primordiale Eva e Artemide), installazioni creative e busti che si ispirano alla figura di Frida Kahlo. Hanno tanti volti e tanti modi per essere rappresentate, le donne della mostra "De Rerum natura & Corpo del testo", inaugurata a Reggio Emilia negli spazi ex Aci, in via Secchi 11. Donne libere e "selvagge".

Fino a sabato 28 ottobre si potranno vedere le opere di diverse artiste: Maddalena Artusi (di Montechiarugolo, Elena Balbi, Alessandra Binini, Natalia Bisbal, Alessandra Campanini, Annalisa Fanfoni (parmigiana, vive a Canossa, è direttore artistico e organizzatrice dell'evento), Roberta Grigolon, Greta Guidotti, Elena Iemmi, Maria Grassi, Giulia Oleari, Isabella Ravasini (artista parmigiana), Giuliano Rossi, Donatella Sassi (di Parma) e Sandro Tore. 

I soggetti sono diversissimi fra loro. Tante declinazioni della figura femminile, secondo un filo conduttore "selvaggio e libero". La parmigiana Isabella Ravasini, ad esempio, espone alcuni scatti realizzati all'ex Salamini (foto Alessia Leporati). L'opera è ispirata a "donne che corrono coi lupi" e all'evoluzione interiore della donna selvaggia, che con l'interiorizzazione della natura indomata diventa forza e saggezza. L'artista porta a Reggio anche la "montagna sacra" che si vede nelle foto, ispirata alle filosofie orientali.
Greta Guidotti di Canossa ha fotograto una modella "veterana" delle sue opere, Federica Belli, già protagonista di "Madre Terra". La modella posa nuda, in un'area dei calanchi dell'Appennino reggiano, in una giornata dell'ottobre 2016. Prepara un fuoco, lo accende, poi la fiamma si spegne: è il breve "racconto" della sequenza fotografica. "Oggi mi accetto, calo la maschera dai miei pensieri, mostro i sentimenti e le opinioni", si legge tra l'altro nel testo con cui la modella spiega il significato delle sue pose negli scatti della Guidotti. "Io sono il cammino verso l'eternità, la strada che permette di fondersi con l'infinito".
Al primo piano della sede ex Aci di Reggio, Marzia Schenetti propone "corpo del testo", installazione con foto e video incentrata su "nudi femminili che parlano di resistenza, allegria, maturità". Donne qualunque che posano senza veli, con naturalezza e magari un pizzico di ironia. 
Natalia Bisbal propone alcune sculture ispirate alla figura dell'artista messicana Frida Kahlo. 
Questi sono solo alcuni esempi delle opere esposte a Reggio. Altre opere sono in questa fotogallery. 
"De Rerum natura e corpo del testo" continua fino al 28 ottobre, quando si celebrerà il finissage. L'iniziativa è in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e Canossa Stone. Dopo la fine della mostra, è stato annunciato, si terrà un'asta di beneficenza per aiutare un'azienda agricola femminile del centro Italia colpita dal terremoto. A.V.

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