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I nigeriani di Parma in corteo: «No all'illegalità» Le foto

02 ottobre 2017, 15:02

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«Non tutti i nigeriani sono uguali, noi lavoriamo e non spacciamo droga». Lo hanno gridato forte ieri pomeriggio i nigeriani di Parma che hanno organizzato un corteo per sensibilizzare la città sul tema della sicurezza. Che, come dicono gli organizzatori già dalla partenza del corteo davanti alla libreria Feltrinelli al Barilla Center, «preoccupa anche noi». Uno dei portavoce della manifestazione è il segretario della comunità nigeriana di Parma e provincia, Emanuel Iyanda. «Vogliamo che la città ci veda - spiega -, che capisca che non tutti i nigeriani sono delinquenti e spacciatori, e questo vale per tutte le altre persone che abitano qui e non sono di origine italiana. Non tutti gli immigrati sono criminali. La stragrande maggioranza è composta da gente onesta e che lavora duramente. Noi siamo per la legalità e non vogliamo che ci vengano messe etichette. Collaboriamo con gli enti locali perché vogliamo arrivare al traguardo della migliore integrazione possibile».
Puntuale alle 18 il corteo parte. In tutto saranno un centinaio di persone, una ventina delle quali appunto nigeriane. Saranno anche pochi ma si danno da fare con i megafoni e perfino con le «vuvuzelas», trombe di plastica solitamente usate negli stadi africani. Sfilano con loro diversi parmigiani, numerosi consiglieri comunali come Cristian Salzano e Nadia Buetto di Effetto Parma, Daria Jacopozzi e Sandro Campanini del Pd, Pier Paolo Eramo di Parma protagonista, oltre ad altri esponenti tra cui Caterina Bonetti, anche lei del Pd e tra le anime della recente festa di Retedem all'Arci Colombofili. Presenti anche l'Unione sindacale di base e Rete diritti in casa. Il corteo, dal Barilla Center svolta in viale Fratti, poi arriva in Stazione, tra i luoghi-simbolo del problema sicurezza, sfilando sotto gli occhi di alcuni gruppi di africani, seduti nei bar o sotto i portici. Dalla Stazione, raggiunge viale Toschi, poi viale Mariotti e via Mazzini arrivando in Piazza poco dopo le 19. Davanti al municipio la manifestazione si scioglie, non prima però che Victoria Oluboyo, studentessa di Giurisprudenza e sicuramente tra le voci più appassionate del corteo, abbia ringraziato tutti i partecipanti e abbia ribadito che «noi siamo contro l'illegalità, lo spaccio e la mafia. Sono problemi che coinvolgono tutta la città, non bisogna generalizzare».
Parole sottoscritte da Cristian Salzano. «E' fondamentale continuare ad avere rapporti con le comunità come quella nigeriana - spiega il capogruppo di Effetto Parma in consiglio comunale - che vive la città e dà un apporto decisivo alla nostra comunità». Per Caterina Bonetti, invece, «tutte le comunità straniere quando sono integrate rappresentano una risorsa per la città. Anche loro vogliono sicurezza, per loro e per i loro famigliari. Io ho parlato con stranieri che vivono a San Leonardo o al Pablo, i due quartieri cittadini che hanno visto in questi anni l'immigrazione più massiccia, e il loro desiderio è quello di costruire qui il futuro. L'illegalità, inoltre, non va mai tollerata in un quadro di diritti e di doveri che, tutti insieme, possiamo costruire».
«Bisogna però interagire con le comunità di immigrati - interviene un aderente della Rete diritti in casa -. Credo che questa sia la migliore, se non l'unica, strada da percorrere. Ricordo che l'associazione nigeriana sta facendo dei passi molto importanti. A Corcagnano, ad esempio, ha aperto un appartamento per ragazze con problemi». Punta, infine, il dito contro chi «sfrutta gli immigrati. In quartieri come San Leonardo, ad esempio, abbiamo trovato un appartamento con all'interno dodici persone. E non è un caso isolato, c'è gente che guadagna molto affittando agli immigrati. Una situazione intollerabile che va denunciata».