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Rigopiano: risate un'ora prima della valanga

Dagli atti dell'inchiesta sulla tragedia di Rigopiano emergono nuovi particolari sulla tragedia del 18 gennaio 2017

28 novembre 2017, 18:44

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Una battuta, «se dobbiamo liberare la spa, al limite ci andiamo a fare pure il bagno», e poi una risata. C'è anche questo nelle 119 pagine dell’informativa della squadra Mobile di Pescara che contiene le intercettazioni di tutto il periodo dell’emergenza maltempo in Abruzzo, a partire dal 6 gennaio e fino al 20, due giorni dopo la tragedia di Rigopiano. Da questa informativa, e da quella di 34 pagine dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Pescara, e dalle altre due dei Carabinieri Forestali, emerge un quadro di giorni di caos nell’approccio all’emergenza e nei canali istituzionali, che ha avuto il suo picco dal 17 al 19 gennaio.
E' chiara la percezione della «sottovalutazione» generale che emerge da alcune telefonate, nel contesto di una situazione estrema ed eccezionale. «La gente sta morendo e voi non vi rendete conto», dice alle 16.10 del 18 gennaio il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, parlando con Claudio Ruffini, a quell'epoca segretario del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Ruffini e D’Alfonso non sono indagati per Rigopiano, ma solo citati in queste conversazioni raccolte nell’ ambito di un’altra inchiesta sugli appalti della Regione.

Lotta per le turbine in Abruzzo. E Farindola aspetta

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Dagli atti dell'inchiesta sulla tragedia di Rigopiano emergono nuovi particolari su quel terribile giorno. 
Ecco alcuni passaggi divulgati dall'agenzia Ansa. 

RISATE AL TELEFONO PRIMA DELLA TRAGEDIA. «E insomma, mica deve arrivare a Rigopiano? Perché se dobbiamo liberare la Spa, al limite ci andiamo a fare pure il bagno». Queste parole sono state pronunciate al telefono dal dipendente dell’Anas, Carmine Ricca, alle 15.35 del 18 gennaio 2017, poco più di un’ora prima che una valanga travolgesse l’Hotel Rigopiano di Farindola. Ricca è a colloquio con il responsabile del settore Viabilità della Provincia, Paolo D’Incecco, che ride della battuta del suo interlocutore.
Anche Ricca, si legge nell’informativa della Squadra Mobile di Pescara inviata alla Procura di Pescara, ride e aggiunge: «Cioè, ho capito che dobbiamo arrivare fin lì, però insomma è una bella tirata, lo sai meglio di me». I due stanno parlando della possibilità di distaccare una turbina, che ritengono stia operando nel circondario di Penne e incidentalmente fanno dei riferimenti alla situazione dell’Hotel Rigopiano.
D’Incecco chiede: «quanto tempo... oggi pomeriggio non si può fare niente?». Ricca risponde che «mò, penso... oggi... la Madonna che c'è qua... eh... mò penso no». D’Incecco a quel punto chiede se se ne parli per la mattina seguente e il dipendente dell’Anas conferma che «sì, almeno domattina, anche perché quello con la turbina fino a mò ha faticato...».

UN SINDACO: "HANNO SOTTOVALUTATO, QUA CI STA LA PELLE DELLA GENTE". «...hanno sottovalutato tutto... adesso penso che possa bastare a giocare, qua ci sta la pelle della gente...adesso basta, non mi può dire "ho delegato Ruffini" non me lo può dire, e Ruffini non mi risponde al telefono tra parentesi...». Queste le parole del sindaco di Cortino (Teramo), Gabriele Minosse, mentre parla al telefono con il consigliere regionale Sandro Mariani, chiamando in causa il presidente della Regione Luciano D’Alfonso in una conversazione risalente alla sera del 19 gennaio trascritta nell’informativa dei Carabinieri del Noe di Pescara, con data 7 febbraio scorso.
Il consigliere regionale Mariani chiede al sindaco la situazione delle frazioni di Cortino. Il sindaco Minosse dice che di alcune frazioni non ha notizie e non riesce a mettersi in contatto. E aggiunge: «Stamattina non l’ho fatto parlare per niente Luciano perchè è da ieri mattina che mi prende per il culo, poi la cosa grave lo sai dove sta Sandro? La cosa gravissima - prosegue il sindaco di Cortino nella trascrizione della telefonata - è che Luciano D’Alfonso delega Ruffini (all’epoca segretario particolare del governatore, ndr.) per le turbine...». E poi sempre parlando con il consigliere Mariani: «Sandro, mi ha richiamato lui Luciano D’Alfonso, gli ho detto presidè mo parlo io...non ci state a capire una mazza...oh, Sandro, hanno sottovalutato tutto».
Questa conversazione compare nelle ultime due pagine delle 34 dell’informativa dei carabinieri del Noe che la inseriscono nel contesto ritenuto interessante per il prosieguo delle indagini.

"SI VOCIFERA DI UN'INDAGINE PER OMICIDIO COLPOSO". Anche le conversazioni della sera del 19 gennaio, registrate successivamente al picco di emergenza, sono entrate nell’informativa dei Carabinieri del Noe, comando operativo di Pescara, con data del 7 febbraio scorso, perché, si legge, «si ritiene possano essere contenuti interessanti spunti per il prosieguo delle indagini».
In particolare viene riportata una telefonata in cui si parla esplicitamente di Rigopiano. Marco Campili, dipendente del dipartimento di Protezione Civile della Regione Abruzzo parla con Giancarlo Misantoni, responsabile del genio civile di Teramo che stava sostituendo il direttore del dipartimento Opere Pubbliche, e dice che sono in corso le operazioni di soccorso e che il procuratore ha voluto una stanza per eseguire le autopsie delle vittime e che si «vocifera» che parta un’indagine per omicidio colposo. Misantoni risponde affermando che le indagini riguarderanno la responsabilità di chi ha autorizzato l’impianto di Farindola. Campili dice che lui avrebbe avuto competenza - si legge ancora nella trascrizione contenuta nell’informativa dei carabinieri del Noe - sulla parte operativa ma è stato interessato solo dalla passata mattinata, e come ufficio, «non potevamo autoinvitarsi». Poi commentano la tragicità del momento relativamente all’hotel. E Campili prosegue - qui la trascrizione mette in evidenza la frase con il grassetto - dicendo che «a voce gli dirà una cosa che se è vera è grave». Misantoni chiede: «Quella del gatto delle nevi?». Campili insiste per parlargliene a voce.