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«Pietre d'inciampo» in memoria dell'orrore

14 gennaio 2018, 16:15

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Ad idearle, le «Pietre d’inciampo», è stato l’artista tedesco Gunter Demnig, per depositare, sul selciato delle città europee, la memoria dei cittadini deportati nei campi di concentramento nazisti. Un modo per «inciampare» e per non dimenticare che proprio quel pezzo di strada, dove ora spicca un sampietrino in ottone, fu calpestato dai piedi di una persona innocente, trascinata via dalla sua abitazione. Privata dell’affetto dei suoi familiari, dei ricordi più cari, del nome e della sua stessa vita. Basta sollevare lo sguardo da terra e vedere quel portone, per immaginare la scena: uomini e donne che escono da lì, terrorizzati ed increduli.
Grazie alla collaborazione tra Comune ed Istituto storico della Resistenza, insieme alla Comunità Ebraica di Parma, ad Anpi e Aned, in alcune strade, davanti alle ultime abitazioni dei deportati, sono stati collocati blocchi di pietra ricoperti con una piastra di ottone che riportano, per ciascuna vittima, il nome e l’anno di nascita, la data ed il campo di sterminio nel quale le stesse vennero internate.
In piazza Garibaldi, la «Pietra d’inciampo» ricorda Giorgio Nullo Foà. «A raccontare la sua vicenda, a guerra finita, fu Achille Bonelli, proprietario del negozio di semi proprio qui in piazza e dove Foà lavorava come commesso» ha spiegato Marco Minardi, direttore dell’Istituto storico della Resistenza di Parma, accanto ad Aldo Montermini, presidente dell’Anpi provinciale. «Foà trascorse un periodo in carcere a Milano – ha proseguito Minardi – quindi venne trasferito nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove morì pochi mesi dopo».
In via Cavallotti, la «Pietra d’inciampo» reca il nome di Renzo Mosè Levi, arrestato il 27 settembre 1943 e morto a Mauthausen. In viale delle Rimembranze 36 vengono ricordati Giuseppe e Sergio Barbieri, padre e figlio, arrestati nel novembre 1944; in via Duca Alessandro 60, invece, Ulda Camerini, deportata nel dicembre 1943. Neppure loro tre fecero ritorno a Parma, a guerra conclusa. «Sono numerose le scuole che hanno visitato i luoghi dove, già nei mesi scorsi, avevamo posato le prime pietre» ha detto Nicoletta Paci, assessore alla Partecipazione e diritti dei cittadini. «Ora stiamo pensando di realizzare un vero e proprio percorso cittadino, che possa essere utile pure ai turisti che visitano Parma».