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Pericolo slavine nel Reggiano: in azione i carabinieri specializzati nei rilievi Meteomont

Le ultime nevicate hanno innalzato il grado di pericolo. I consigli dei carabinieri che invitano alla prudenza

03 marzo 2018, 16:57

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Le ultime nevicate, che in alcune località dell’Appennino reggiano hanno superato i 200 centimetri di neve (rilevati a 1500 metri), hanno innalzato il grado di pericolo di slavine. I controlli quotidiani effettuati dai militari dell'Arma in forza al Reparto carabinieri Forestali Parco Nazionale Appennino reggiano, specializzati nei rilievi Meteomont, sono stati intensificati in queste ore.
I militari stanno rilevando uno strato superficiale poco coeso con quelli sottostanti, con un conseguente aumento del pericolo di slavine, anche con un debole sovraccarico. Nelle aree adibite al servizio degli impianti da sci, il fenomeno è ampiamente presidiato ed oggetto di interventi di “scarico” del manto nevoso da parte degli operatori del settore.
Secondo i carabinieri, pericoli assai più concreti si potrebbero determinare nei prossimi giorni quando, al ritorno delle condizioni di bel tempo, quando molte persone saranno propense ad avventurarsi nelle zone oltre il limite della vegetazione arborea per effettuare escursioni ed attività sportive in aree non battute con ciaspole, sci, ramponi e così via. Per questo motivo il servizio Meteomont dei Carabinieri raccomanda, in caso di escursioni al di fuori dei comprensori sciistici controllati, un’attenta valutazione locale del pericolo e consiglia comunque «a tutti gli escursionisti e sciatori» di consultare il bollettino Meteomont (sul sito www.meteomont.org o attraverso l’app Metemont Arma Carabinieri scaricabile gratuitamente), evitare gite di sci alpinismo o escursioni in ambiente innevato, al di fuori dei comprensori sciistici, e da soli; a comunicare ai familiari l’itinerario delle escursioni. Importante è poi «valutare accuratamente le condizioni locali del manto nevoso» e «munirsi del Kit di auto soccorso: pala, artva e sonda».