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Cus, una storia "di famiglia" lunga 72 anni. Le foto della festa

17 aprile 2018, 17:14

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La storia del Cus Parma si sviluppa da un’insolita prospettiva. Un po’ onirica, popolata da personaggi-chiave della scena sportiva (e non) della città. Così, fra cinema, arte e medaglie l’Astra diventa lo scrigno per raccontare 72 anni di fondazione del Centro sportivo universitario e di quell’unione imprescindibile con l’Ateneo. Un film, viaggio nel tempo, reso possibile grazie a Mauro Biondini una delle anime del Cus e uomo di teatro, capace di proiettare il passato e il futuro con maestria. Il numero che ricorre è 72. Sì, sono 72 gli anni del sodalizio rossonero che nacque nel 1946 dalle macerie della guerra. Potrebbe sembrare un anniversario anomalo da celebrare dal palco e non sul podio. Con gli atleti schierati in platea e artisti prestigiosi impegnati a raccontare, interpretare un’epoca. <Ma la volontà è proprio quella di rendere omaggio a coloro che hanno costruito il Cus donando tempo, speranze e rendendolo una realtà capace di accogliere studenti universitari e cittadini, giovanissimi e famiglie. Questa serata è un attingere a un’inesauribile miniera di volti, successi e traguardi che tracciano lungo 72 anni il profilo di una città. Passato e futuro sportivo e umano qui si incontrano e si sposano> assicura Michele Ventura, al timone del Cus da sette anni a questa parte. <Con un grande impegno da parte di tutti e la voglia di crescere e diffondere la cultura dello sport, abbiamo fortemente creduto nel valore del nostro progetto e oggi siamo interlocutori seri e stimati nel panorama sportivo cittadino e regionale> conclude Ventura.

I NUMERI – Oltre 7mila tesserati e 12mila piccoli grandi protagonisti del progetto Giocampus. Ecco alcuni dei traguardi raggiunti da Cus Parma. Una realtà, gestita da volontari, con un bilancio annuo di 4 milioni. Undici sezioni che accolgono bambini, giovanissimi e master, laboratori ed eventi capaci di chiamare a raccolta la città: ecco gli ingredienti di questo mix vincente. Dallo sci al triathlon, dall’atletica al judo e ancora basket, vela, pallavolo e tennis.

NON SOLO SPORT – Non solo allenamento e progetti educativi, per il Cus Parma è fondamentale diffondere la cultura dello sport e del benessere a tuttotondo. Ecco perché storicamente sono tanti gli eventi che portano il nome del sodalizio. Sei i meeting internazionali di atletica organizzati al Lauro Grossi, otto le fasi finali dei Campionati nazionali universitari, un campionato universitario di calcio a 5, tre convention con le medaglie d'oro olimpiche. Che dire poi della mitica Cariparma running, che proprio l’anno scorso ha celebrato la sua ventesima edizione.

UN ATLETA PER TUTTI – Uno per tutti. E’ lui, Giordano Ferrari l’atleta protagonista del serata. Colui che rappresenta tutta la famiglia del Cus Parma. Il signore del salto in alto capace di librarsi a due metri e 20 d’altezza eguagliando il record italiano nel 1975. Salsese, insospettabili 62 anni, Ferrari ha abbracciato lo sport da bambino “e senza nemmeno accorgermene – spiega -. Ero uno scugnizzo che stava fuori dalla sera alla mattina a giocare in strada e sognare”. Troppo gracile per il calcio si è appassionato alla pallacanestro, “ma è stato grazie a Domenico Pratizzoli che ho scoperto l’amore per l’atletica”. Già, anche Ferrari era della scuderia di mister Pratizzoli e compare fra i nomi che hanno fatto grande il Cus, come Pincolini, Concari, Gardoni, Mora e Rastelli per citarne alcuni. Tra le emozioni più grandi ricorda quell’oro vinto nel ’75 ad Algeri, quando conquistò il Mediterraneo: “E’ stata una gran soddisfazione vincere i giochi del Mediterraneo – assicura – anche se ho vissuto tantissime emozioni”. Ma in quell’istante, quando il corpo spicca da terra e ogni muscolo è teso verso il cielo, a cosa pensa un atleta: “La mente cerca di visualizzare la perfezione del movimento, è tutt’uno col corpo”.

UN PREMIO SPECIALE – A sorpresa il Cus Parma ha voluto premiare un emozionatissimo Mauro Biondini, regista della serata così come del passato del Cus.

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