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Dai crac a un triplete mai visto: foto-storia del Parma calcio

Fotogallery amarcord: dagli anni '90 a Ghirardi, da Manenti alla rinascita e il grande ritorno in serie A (e c'è anche un giovane Buffon...)

19 maggio 2018, 20:22

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«A Parma siamo capaci di grandi imprese ma anche di crolli rovinosi. Sembra proprio che sappiamo vivere solo gli eccessi». Ha ragione Marco Ferrari, l'imprenditore che si mise in prima linea per rifondare il club crociato dopo il crac targato Tommaso Ghirardi. La piazza crociata non conosce moderazione, soprattutto quando si parla di calcio. Due bancarotte (Parmalat e l’appena citato crac Parma Fc) con al fianco una miriade di coppe italiane ed europee che nessun’altra provinciale al mondo è mai riuscita ad ottenere.
L’ultimo degli "eccessi" si è consumato ieri sera quando, in soli tre anni, la formazione emiliana ha riconquistato un posto nel calcio che conta, la serie A. Battendo lo Spezia per 2-0, ha ottenuto la promozione grazie anche al pareggio, assolutamente inatteso, del Frosinone con il Foggia.
Ma quello di ieri è stato solo l’ultimo atto di una storia che ha tutto il sapore di un film. Fallito nel 2015 e costretto a riprendere dai dilettanti, il Parma calcio 1913 (questo il nome scelto per la rifondazione) ha prima vinto il campionato di serie D, poi la Lega Pro, grazie alla lotteria dei play-off, e quest’anno la B arrivando seconda alle spalle dell’Empoli. Nessun club nella storia del calcio è mai riuscito a fare una tripletta del genere.
Il merito è di una città che nel calcio sa vivere di eccessi, o meglio non si sa accontentare mai. Quando vinceva le coppe i tifosi puntavano allo scudetto, quando in questa stagione già veleggiava nelle zone alte della classifica ecco la critica sull'assenza di bel gioco. «Alla fine però siamo ancora una volta in alto - commenta il sindaco, Federico Pizzarotti -. Siamo stati i primi italiani ad avere il riconoscimento di Città Creativa della Gastronomia Unesco, saremo Capitale italiana della Cultura 2020, in queste ore siamo stati ancora una volta scelti come tappa della Mille Miglia. Ci confermiamo una grande eccellenza». E poi l’Efsa, i premi internazionali al Festival Verdi, il primo sindaco 5 Stelle poi diventato dissidente ed oggi capo di un nuovo partito. «Non ci fermiamo mai, sappiamo sperimentare e siamo capaci di grandissime cose», conclude.
Grandi cose che, nell’avventura recente crociata, è segnata da un’altro eccesso: Alessandro Lucarelli. 41 anni il prossimo 22 luglio, il difensore era capitano ai tempi del crac ed ha deciso di restare a Parma nonostante si dovesse ripartire da zero. «Avevo promesso a questa squadra che l’avrei riportata in serie A, la platea giusta per questa gente e questo club. Ho onorato l’impegno», spiega commosso il capitano, che nei mesi scorsi, per sancire il legame con Parma e la squadra, si è addirittura fatto tatuare la fascia sul braccio.
«Adesso posso anche smettere», aggiunge ma c'è da scommettere che prima di vestire i panni di dirigente crociato si ritaglierà almeno 5' in campo nella prossima stagione di A: un cameo che un personaggio del genere si meriterebbe. Lo deciderà assieme al tecnico Roberto D’Aversa che quasi sicuramente resterà sulla panchina, questa volta da debuttante assoluto in massima serie.
Ma il progetto passa anche da lui. Lo sa il direttore sportivo Daniele Faggiano, lo sa il presidente del Parma, il cinese Jiang Lizhang, che ieri era per affari in Estremo Oriente. Ma ha festeggiato pure lui inviando un messaggio inequivocabile: «It's a kind of magic», è una sorta di magia. Sì, la magia di una piazza che ora torna nel calcio che conta. E, come da tradizione, già questa notte, mentre la squadra festeggiava alle due di notte nella centralissima piazza Garibaldi, cominciava a guardare, incontentabile, sempre più in alto. Qualche tifoso già cantava senza sosta: «D’Aversa, riportaci in Europa...».