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Crollo del ponte, il procuratore di Genova: "Non è stata una fatalità" Foto

15 agosto 2018, 13:08

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«Non è stata una fatalità, ma un errore umano» a provocare il crollo del ponte a Genova. Così il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha risposto ai giornalisti al termine di un sopralluogo nella zona del ponte. La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo. «Noi dobbiamo rispondere a un asola domanda: perchè è successo? - ha detto il magistrato - Questo è il nostro compito e per farlo faremo tutto quello che è necessario».

Nelle attività di monitoraggio sul viadotto Polcevera «le strutture tecniche preposte si sono avvalse, per valutare lo stato di manutenzione del viadotto e l'efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali». Lo sottolinea Autostrade per l’Italia. Gli esiti del monitoraggio svolto da «autorevoli soggetti esterni hanno sempre fornito alle strutture tecniche della società adeguate rassicurazioni sullo stato dell’infrastruttura».

E mentre sono andati avanti tutta la notte i lavori di vigili del fuoco e soccorritori e nell’area si continua a scavare, monta la polemica sul crollo del ponte sull'A10 a Genova e sulla manutenzione del viadotto.
BILANCIO VITTIME - In base all’ultimo bilancio ufficiale fornito dalla prefettura di Genova, sono 37 le vittime causate dal crollo. Di queste, cinque non sono state ancora identificate. I feriti sono 16, di cui 12 in codice rosso. Cifre ancora provvisorie, che purtroppo potrebbero salire.Ma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti teme un bilancio ancora più grave. «Non è stata una fatalità, ma un errore umano" avverte intanto il procuratore di Genova Francesco Cozzi.
SOTTO ACCUSA AUTOSTRADE - Nei confronti della società sono state avviate le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Lo hanno annunciato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e il vice premier Luigi Di Maio, che chiedono anche le dimissioni dei vertici della società. «I responsabili hanno un nome e cognome e sono Autostrade per l’Italia», dice Di Maio, che con Toninelli accusa la società , che pure incassa «miliardi», grazie a pedaggi «tra i più cari d’Europa», di non fare manutenzione. Ed è il titolare delle Infrastrutture ad aggiungere: «se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato». A favore della revoca della concessione si schiera anche l’altro vice premier Matteo Salvini: «è il minimo che ci si possa aspettare», afferma annunciando che scriverà a tutti i concessionari privati per sapere quale parte del loro bilancio riservano alla sicurezza. E mentre il governo, a partire dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, conferma l'intenzione di procedere a un monitoraggio di tutte le infrastrutture, soprattutto di quelle più vecchie, il sottosegretario alle Infrastrutture Edoardo Rixi annuncia una Commissione di inchiesta da parte del suo ministero.
MACERIE E RISCHI - Bisogna rimuovere al più presto le macerie per evitare ulteriori rischi per Genova. A sottolinearlo è la Protezione civile, attraverso il suo direttore generale, Agostino Miozzo. «Ora la priorità è cercare le eventuali persone che ancora sono sotto le macerie, ma subito dopo inizierà un’altra fase molto critica che è quella di rimuovere i detriti», che «vanno rimossi nei prossimi giorni, non nei prossimi mesi perchè se dovessero arrivare delle precipitazioni importanti, che in questa zona non mancano, ci potrebbero essere dei rischi per la popolazione».
CONTE VISITA FERITI - Il premier Conte è giunto poco dopo le 9,30 all’ospedale San Martino di Genova dove si è recato in reparto a far visita ad alcuni dei feriti del crollo del ponte Morandi. Il primo ministro si è intrattenuto qualche minuto con i degenti prima di spostarsi alla sede del 118 dove ha incontrato il personale del soccorso. Subito dubito vertici in prefettura.