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Bomba carta all'esterno della sede Lega, trovato un secondo ordigno

16 agosto 2018, 19:49

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Un ordigno è esploso la scorsa notte all’esterno della sede storica della Lega a Treviso. La deflagrazione non avrebbe provocato danni alla struttura, né vi sono persone coinvolte. Un secondo ordigno è stato poi fatto brillare dagli artificieri.  

C'è l’ipotesi che nascondessero un vero e proprio agguato per chi fosse giunto sul posto i due ordigni piazzati vicino alla sede della Lega a Treviso. Secondo fonti della Lega, avvalorate da chi sta indagando sul fatto, la prima "bomba carta" trovato esplosa avrebbe dovuto richiamare l'attenzione, la seconda, una pentola a pressione riempita con chiodi e un innesco a tensione, avrebbe potuto esplodere nel momento in cui qualcuno avesse fatto scattare il filo di nylon rasoterra cui l’ordigno era collegato. 

E' ARRIVATA UNA RIVENDICAZIONE. C'è una rivendicazione, firmata da una sedicente cellula anarchica «Haris Hatzimihelakis /Internazionale» per l’attentato alla sede della Lega a Treviso. Si tratta di un volantino pubblicato sul web che, con data 12 agosto 2018, rivendica di aver «attaccato con un ordigno la sede della Lega a Treviso», e rimanda per questo gesto all’invito «lanciato dai compagni della cellula "Santiago Maldonado", che hanno proposto di rafforzare gli attacchi alla pace dei rappresentanti e complici del dominio». 

SALVINI: "NON CI FANNO PAURA".  «Una bomba rudimentale è esplosa di fronte alla sede della Lega di Villorba (Treviso), un’altra è stata trovata inesplosa. Cercano di fermarci, ma violenti e delinquenti non ci fanno paura. Andiamo avanti, più forti di prima.#iononmollo». Lo scrive in un tweet il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini. 

CONDANNA DI ZAIA. «Esprimo la mia più ferma condanna per l’attentato alla sede della Lega di Treviso. Si sia trattato di un atto dimostrativo o della volontà di far del male, di ordigni ad alto potenziale oppure no, poco importa: si tratta comunque di un atto gravissimo, esecrabile, speriamo non il primo di una possibile inquietante spirale». Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando il grave atto compiuto all’esterno del K3, sede della Lega a Treviso.
«Un bruttissimo segnale - prosegue Zaia - contro quella che non è soltanto la sede storica di un movimento e di un partito, ma anche un luogo dove i cittadini e i militanti si ritrovano per un confronto che deve sempre essere aperto, franco e democratico. Da noi è così, se qualcuno altro vuol far prevalere altri linguaggi, sappia che troverà sempre una ferma e condivisa opposizione democratica».