Sei in Gallery

Ponte crollato, le vittime sono 38. Il procuratore: "Forse 10 o 20 dispersi"

La Procura ipotizza anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti

16 agosto 2018, 12:32

Chiudi
PrevNext
1 di 23

La prefettura di Genova ha nuovamente corretto il bilancio provvisorio delle vittime. Al momento sono 38 i morti accertati nel crollo del ponte Morandi e non 39 come precedentemente detto. I feriti sono 15 di cui 9 in codice rosso.

NOTTE DI LAVORO PER I SOCCORRITORI. Sono proseguite per la seconda notte consecutiva le ricerche di eventuali ulteriori vittime tra le macerie del ponte Morandi crollato due giorni fa a Genova. Le squadre Usar e cinofile dei vigili del fuoco hanno lavorato ininterrottamente, ma non sono stati né individuati né recuperati altri corpi.
Gli interventi dei vigili del fuoco si concentrano in particolare sotto le macerie del pilastro che sosteneva il ponte e nella zona della ferrovia, entrambe sull'argine sinistro del Polcevera. Prima con le gru vengono rimossi pezzi di cemento più grandi e poi le squadre Usar verificano l’eventuale presenza di auto o persone.
Dramma degli sfollati, che chiedono di rientrare in casa per prendere beni di prima necessità e medicine.

IL PROCURATORE: "POTREBBERO ESSERCI ANCORA 10-20 DISPERSI". Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi oggi in procura facendo il punto sulle indagini per il crollo del ponte Morandi ha detto: «Ci potrebbero essere ancora 10-20 persone disperse».
«Di fronte a una tragedia del genere non voglio sentir parlare di limiti di spesa o di norma», ha aggiunto il procuratore capo. I pm indagano anche per attentato alla sicurezza dei trasporti. Gli altri due reati ipotizzati sono omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Potrebbe inoltre esserci l'accusa di omicidio colposo stradale, anche se «è prematuro perché dipende tutto dalle possibili configurazioni di scenario». Così il procuratore capo Francesco Cozzi: «E' prematuro anticiparlo perché significherebbe inquadrare in un certo modo le possibili cause e ipotecare un qualcosa che ancora si deve conoscere». 

DI MAIO: "CONFERMO LA REVOCA DELLA CONCESSIONE". «Confermo la revoca della concessione ad Autostrade». Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Radio 24. «Tengo a ribadire la linea del governo, non è possibile che in questo Paese si vada a morire pagando il pedaggio», ha aggiunto Di Maio, sottolineando che «prima che il governo annunciasse il ritiro della concessione per Autostrade per l'Italia, già la Borsa aveva condannato Atlantia, proprietario di Autostrade per l’Italia. Era chiaro che chi doveva fare le manutenzioni non le aveva fatte». «Autostrade - aggiunge Di Maio - dice che le spettano proventi dal contratto che taglieremo. E’ vergognoso pensare ancora una volta ai profitti e ai numeri in borsa».