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Gara di sinalcoli il passato che ritorna

18 settembre 2018, 19:00

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A Madregolo è di scena la seconda edizione del «Trofeo Roma di Madregolo», manifestazione di ciclotappo che ha raccolto l’interesse di numerose persone che hanno seguito con passione ed entusiasmo le varie fasi della manifestazione. Un successo andato oltre le più rosee aspettative degli organizzatori (i madregolesi Tullo Ampollini, Roberto Gelati e Leonardo Levati) che l’anno scorso hanno avuto l’idea di portare nella frazione collecchiese un «pezzo» di passato quando i sinalcol rappresentavano un momento di divertimento per molti bambini. Merito va dato anche al madregolese Fabrizio Zinelli che con grande passione ha costruito la pista, piena di insidie e di difficoltà di vario genere con tanto di salite, curve con raggio stretto, terreni diversi. Su questa si è svolta la gara che è stata seguita con interesse, commenti e momenti di ilarità sotto la direzione della federazione italiana di ciclotappo.
Significativo e assai seguito lo spazio del parmense Luciano Vezzani che ha portato a Madregolo una ventata di storia facendo vedere come, una volta, venivano realizzati i sinalcol con tanto di tappo di bottiglia, figurina del ciclista preferito, vetro e stucco.
«Ci sono stati – ha detto Vezzani – alcuni bambini che, sotto il mio insegnamento, si sono voluti cimentare nella realizzazione dei sinalcol per poi andarlo a provare in una pista appositamente costruita per loro. Per me è stato un piacere immenso vedere come si sono appassionati a gareggiare fra di loro». Vezzani ha anche portato un libro che ripercorreva, con fotografie, articoli e documenti vari, la storia del G.S. Audax. Non è neppure mancato il momento dedicato al «rifornimento», per dirlo in termini ciclistici. Alcune signore madregolesi avevano, infatti, preparato diverse torte che sono state apprezzate dai presenti assieme a bevande e alla caffetteria. L’evento, che si è sviluppato nell’area attigua alla chiesa parrocchiale della frazione collecchiese, ha vivacizzato la sagra di Madregolo. «Raccogliere persone attorno al campanile, vicino alla canonica – ha detto don Guido Brizzi Albertelli – è segno di autenticità di una comunità che non vuole perdere la memoria del passato e che vuole offrire opportunità per divertirsi e stare in compagnia». I festeggiamenti della sagra madregolese sono poi continuati in serata al Bar Roma con la tradizionale cena dei ragazzi degli anni cinquanta.