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Avete mai visto una moneta da 5 euro o da due euro e mezzo? Foto

Si possono vedere al Circolo Numismatico: il 14 ottobre è aperto ai non soci

13 ottobre 2018, 13:33

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Esistono monete euro dai tagli «strani»? I collezionisti, è proprio il caso di dirlo, ne sanno una più del diavolo. Che dire delle monete, realmente esistenti, da un euro e mezzo o da due euro e mezzo o da tre euro? E ci sono anche monete da cinque e da sette euro e mezzo. Probabilmente non tutti sanno che in alcuni stati in cui è in corso l’euro sono in circolazione anche tagli di monete diversi dai «canonici» 1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi e 1 e 2 euro.
Lo abbiamo scoperto durante una visita al Circolo filatelico, numismatico e collezionistico parmense che ha sede in viale Mentana 31/a, aperto ai soci le mattine di sabato e domenica e aperto anche ai non soci la seconda domenica di ogni mese. Il 14 ottobre, quindi, anche chi non ha la tessera potrà «visitare» il mondo del collezionismo.
Le tirature di queste monete non sono elevate, per cui non è garantito che si riesca a vederne qualche esemplare se ci si reca negli stati in cui circolano. C’è anche da dire che queste monete insolite fanno gola ai collezionisti, che le raccolgono con passione e, proprio per questo, contribuiscono a farle «sparire» dalla circolazione.
Massimo Bertozzi, appassionato di monete in euro dal 2002, cioè da quando questa valuta è entrata in circolazione, spiega che tutti gli stati che usano l’euro possono emettere monete con tagli diversi dai soliti otto e queste monete possono circolare solamente nello stato che le ha emesse. «È un’opportunità – specifica Bertozzi – che serve ad agevolare i pagamenti, e per alcuni stati è ormai tradizione emettere ogni anno qualche moneta con valori diversi dai consueti otto. Ad esempio, il Portogallo ha emesso, per la circolazione, i tagli da un euro e mezzo, due euro e mezzo e sette euro e mezzo, la Slovenia da tre euro, l’Austria e la Finlandia da cinque. Per i collezionisti è un mondo tutto da scoprire».
«Un’altra categoria di monete – spiega un altro appassionato – è rappresentata da quelle che già all’emissione vengono vendute a un prezzo superiore al valore nominale: in pratica non circolano affatto e sono coniate per il mercato collezionistico. L’Italia, ad esempio, ha emesso tante monete celebrative da 5, da 10 e da 20 euro in argento e da 50 euro in oro. Altri stati hanno emesso anche monete da 100, 200 e 500 euro».
A proposito di monete in circolazione, forse non tutti conoscono i motivi per cui ci sono monete datate 1999, 2000 e 2001 anche se l’euro è entrato in circolazione nel gennaio 2002. «Le monete di Belgio, Finlandia, Francia, Olanda e Spagna – spiega Matteo Barbieri, presidente del Circolo – riportano anche i tre anni precedenti al 2002, perché in alcuni stati le leggi vietano di indicare un anno diverso da quello di effettiva coniazione. C’è anche da dire che, nel caso delle monete di Belgio, Olanda e Spagna che raffigurano i regnanti, si è voluto evitare di doverle riconiare nuovamente nel caso che prima del 2002 un regnante fosse morto. Se un sovrano fosse morto prima del 2002, infatti, la sua immagine su una moneta datata 2002 non avrebbe avuto senso».