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Parma fa squadra e vince: cena per 1500 a San Patrignano Foto

21 aprile 2019, 18:10

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I “ragazzi” si leccavano i baffi, l’altra sera. Mentre, entusiasti, tributavano un’ovazione alla “squadra” parmigiana, scesa “in campo” per un meritatissimo giro d’onore. I “ragazzi” – così, semplicemente, li chiamano – sono i 1.322 ospiti di San Patrignano, in cerca di una nuova vita dopo aver inciampato nella droga nella prima. Il “campo”, il gigantesco salone da pranzo, con tavoli imbanditi a perdita d’occhio: oltre millecinquecento coperti. La “squadra”, il gruppo di cuochi parmigiani che hanno raccolto una sfida che avrebbe spaventato chiunque, ma non loro: preparare una cena stellata per tutti i “ragazzi” e per gli ospiti (tanti, tantissimi) che hanno scelto di partecipare per dare il proprio contributo alla comunità.

Mentre i “ragazzi” applaudivano, molti cuochi avevano gli occhi lucidi. Perché la serata è stata un successo, per il palato («Mai mangiato così bene in vita mia», hanno detto in tanti) e per il cuore. E l’ennesima dimostrazione di come, facendo squadra, Parma sia capace di imprese straordinarie. A San Patrignano hanno fatto squadra cuochi, produttori di eccellenze, pasticcieri, aziende. Tutti insieme appassionatamente, per regalare una serata davvero speciale ai “ragazzi”. Ma è stata speciale soprattutto per loro e per gli ospiti, per chi non aveva mai messo piede a San Patrignano: e ha potuto toccare con mano che cosa ha saputo mettere in piedi Vincenzo Muccioli. Se n’è andato nel 1995, e ancora tutti si commuovono al ricordo. Gli ex “ragazzi” che oggi sono diventati operatori e che a lui devono la vita. Anche Avi, il vino di punta della produzione di San Patrignano, un Sangiovese in purezza che da fa anni incetta di premi e riconoscimenti, è un omaggio a lui. Avi sta per “A Vincenzo”.
LA PROMESSA
L’idea della “charity dinner” parmigiana è nata quasi per caso, durante una cena. C’era Roberto Bezzi, ex “ragazzo” (una quarantina di anni fa), poi stretto collaboratore di Muccioli, oggi presidente della cooperativa agricola San Patrignano. C’era Massimo Spigaroli, patron e cuoco dell’Antica Corte Pallavicina. C’era Silvano Romani, celebre selezionatore di salumi e formaggi, che da anni frequenta San Patrignano e, nei suoi negozi, promuove i prodotti creati dai “ragazzi”. «Porteremo Parma a San Patrignano», hanno promesso i nostri. Poi, è bastato spargere la voce per mettere in moto il sistema Parma.
LA “SQUADRA”
Una vera e propria macchina da guerra. Il primo a salire a bordo è stato Fabio Romani (ristorante Romani), che ha firmato con Spigaroli il menu della serata. Poi hanno aderito tanti cuochi di Parma quality restaurants: Enrico Bergonzi e Marco Pizzigoni (Ristorante Al Vèdel), Francesco, Barbara e Luca Dall’Argine (Antica Hostaria Tre Ville), Isabella Chiussi (Osteria Il Bersò), Nico Tamani (Vecchia Fucina), Filippo Cavalli (Osteria dei Mascalzoni), Francesca Toma (Vecchio Borgo), Maria Anedda (Les Caves), Michele Buia (Il Cortile), Simone Berzolla (Giorgione’s) e Andrea Nizzi (12 Monaci). E Claudio Gatti (pasticceria Tabiano). E tante aziende hanno fornito prodotti e generosi contributi. Tra i primi e più entusiasti sostenitori, l’osteopata Mauro Fornari, creatore e anima del Collegio italiano di osteopatia, che conosce San Patrignano come il suo ambulatorio, dopo tanti anni di assidua attività da volontario.
LA SERATA
Menu alla parmigiana, neanche da dire. Fra tradizione e innovazione. Gli immancabili salumi e il gazpacho alla parmigiana, lo scrigno di Parma (che ha debuttato lo scorso settembre alla Cena dei Mille) e la punta di vitello. Gran finale con la focaccia a colomba di Claudio Gatti. Menu molto impegnativo, se si pensa ai 1.500 ospiti a cena. Alla fine, un successo oltre ogni aspettativa. Con un applauso infinito a tutta la squadra parmigiana che ha sfilato tra i tavoli.
HA VINTO PARMA
Pochi discorsi, poche parole, tanta commozione. «Quando penso a questi ragazzi mi si gonfia il cuore», sintetizza Spigaroli. Silvano Romani che ringrazia cuochi e ristoratori per l’entusiastico supporto, che si dice orgoglioso del cuore di Parma. Andrea Belli (del gruppo relazioni esterne della Barilla) che sottolinea come ancora una volta abbia vinto il gioco di squadra, che applaude «la nutrita rappresentanza delle aziende che aderiscono alla cabina di regia di Parma città creativa della gastronomia Unesco, che hanno fatto un’azione corale con i cuochi parmigiani e concertato questa cena benefica a favore di una comunità che è un fiore all’occhiello non solo per l’Emilia Romagna ma per tutto il Paese».
Molto soddisfatto anche Enrico Bergonzi, presidente di Parma quality restaurants: «Abbiamo subito aderito all’iniziativa, perché crediamo fortemente nel valore sociale e relazionale del cibo e della cucina. Ancora una volta abbiamo visto il sistema Parma muoversi compatto, con i suoi ristoratori e le aziende alimentari, a dimostrazione di come uniti si possano raggiungere dei risultati di qualità, soprattutto quando si parla di solidarietà».
Ha vinto Parma, ha vinto il gioco di squadra. Hanno vinto le nostre eccellenze e ha vinto la nostra cultura: la cultura dell’attenzione agli ultimi, la cultura del volontariato.