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Principi e prigionieri

Venerdì sera, ore 21

28 maggio 2020, 15:16

Principi e prigionieri

Per la rassegna del venerdì "Arte e Cultura" 12Tv Parma propone questa sera alle 21,00 "Principi e Prigionieri"  l’avventura di una compagnia di attori che divenne teatro (da La Compagnia del Collettivo a Fondazione Teatro Due), un documentario di Amedeo Guarnieri ( regista recentemente scomparso) e Lucrezia Le Moli Munk, prodotto da Reggio Parma Festival con la produzione esecutiva di Fondazione Teatro Due.

È il 1977 quando, a Parma, una compagnia di attori dà vita a un nuovo modello di teatro in Italia. Sono sei ragazzi e una ragazza, tutti giovanissimi ma con le idee chiare. Si conoscono dai tempi dei Festival di teatro universitario che, negli anni Sessanta, permettono di viaggiare per l’Europa, superando i confini innalzati dalla Guerra fredda.

Da lì nasce la storia di quella che oggi è Fondazione Teatro Due, una complessa macchina teatrale il cui cuore pulsante è l’Ensemble stabile di attori. Naturale evoluzione della Compagnia del Collettivo, l’Ensemble coinvolge al suo interno artisti che provengono da ogni parte d’Italia. Ad attirarli è la facoltà di lavorare con continuità ai progetti, sfruttando la regolarità che solo una vita stanziale è in grado di offrire, un privilegio che gli consente di raggiungere la dignità desiderata, ma che porta con sé un grande senso di responsabilità e un’eccezionale mole di lavoro.

Attraverso una narrazione emozionante, fatta di ricerca di materiale d’archivio e una serie di interviste intime ai membri fondatori della Compagnia del Collettivo, Principi e prigionieri percorre un viaggio lungo oltre cinquant’anni, tracciando le tappe di un percorso umano e artistico che è evoluto nella nascita di Fondazione Teatro Due, un cammino in cui la tenacia e la visionarietà dei suoi protagonisti anticipa, s’incontra e si scontra con i principali cambiamenti sociali e politici che hanno segnato l’epoca contemporanea.

“È da quando sono bambina che assisto al lavoro della compagnia – racconta Lucrezia Le Moli Munck, voce narrante del documentario di cui ha firmato anche la fotografia e la regia, figlia di uno dei membri fondatori e responsabile del settore audiovisivi di Fondazione Teatro Due.

Ho visto passare innumerevoli vite al suo interno: attori, registi, danzatori, musicisti... Li guardavo ammirata, mi colpiva il fatto che cercassero sempre qualcosa: lavorando, immaginando, combattendo. Ho assistito ai cambiamenti di una compagnia che da gruppo diventava teatro, ho percepito gli entusiasmi, i dissapori, l’esaltazione per le conquiste. Quando una nuova generazione di attori si è insediata, arricchendo le fila della compagnia storica, tutto si legittimò nuovamente, la storia della Compagnia del Collettivo, nell’immaginario mitico di molti, era diventato terreno per costruire il presente.

Giovani attori, provenienti da ogni parte d’Italia, abbracciavano gli oneri e gli onori che lavorare a Teatro Due comportava. Provare il pomeriggio per uno spettacolo e di sera andare in scena con un altro e così a ciclo continuo; scegliere che il proprio tempo, il proprio agire sia qui e non altrove, diventare principi di un regno immaginifico e prigionieri di un ruolo assegnato.

Spesso, lavorando a Principi e prigionieri, ho ripensato alle parole di uomo di teatro. A chi gli chiedeva della sua professione, rispondeva così: “Se qualcuno avesse chiesto a me e ai miei amici quale fosse la ragione della nostra furia ostinata, non avremmo saputo rispondere. Noi facevamo teatro perché facevamo teatro. C’era chi doveva stare sul palcoscenico nella luce, rivolgendosi ad altre persone sedute nel buio”.

 

12Tv Parma stasera ore 21