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Spaccio di droga fra teatro Regio e borgo Gallo, 12 arresti e 37 indagati - Video

21 luglio 2020, 13:28

Era un vero e proprio supermarket della droga a cielo aperto nel cuore di Parma all’ombra del teatro Regio. Qui giovani e giovanissimi chiedevano ogni tipo di sostanza e la rete di spacciatori in pochi secondi soddisfaceva ogni richiesta. E’ quanto hanno scoperto in una operazione congiunta Polizia Locale di Parma e Carabinieri. La Procura di Parma ha chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale dodici arresti in tutto ma sono ben 37 le persone indagate. 
La rete era formata da italiani, africani ma anche un brasiliani che vendevano, anche a ragazzini di soli 15 anni, marijuana, hashish, cocaina, eroina e crack. Chi voleva poteva consumare le sostanze direttamente per strada in mezzo ai ragazzi durante la movida oppure entrare in un bar a poca distanza. 
Il sistema era una catena perfetta. L’acquirente arrivava sul posto e chiedeva la droga ad un primo pusher, un secondo riceveva il denaro ed un terzo consegnava infine la dose. Il tutto sempre in mezzo alla folla, senza preoccuparsi di essere visti. Gli inquirenti, sia direttamente con gli agenti in borghese che con diverse telecamere nascoste posizionate nella zona, hanno così immortalato ben 800 cessioni di droga nei sei mesi di indagine. Cinquanta poi i giovani fermati subito dopo l'acquisto dello stupefacente. 
L’esercizio commerciale dove si poteva consumare droga è stato ora chiuso dall’autorità giudiziaria. I titolari non sono risultati coinvolti nell’attività di spaccio ma da quanto risulta dalle intercettazioni ambientali consentivano di consumare all’interno dei locali la droga appena acquistata lungo la strada. Unica eccezione fumare cannabis per non riempire del classico odore le sale.

 

La Lega Il Gruppo Lega Salvini in Consiglio Comunale è intervenuto con una nota: "Ringraziamo le forze dell'ordine che hanno sgominato un altro market della droga che avvelena i ragazzi nostra città. I dati di questa indagine spaventano per la diffusione anche tra giovanissimi di sostanze stupefacenti. Ma spaventa anche la sfrontatezza dello spaccio e del consumo in pieno centro storico, come se fosse la cosa più normale del mondo. Come tutti sanno bene, gran parte dello spaccio cittadino è in mano ai racket di stranieri immigrati e l'indagine ha rivelato che alcuni degli spacciatori erano ospitati in alloggi facenti capo ad associazioni dedite allaccoglienza dei migranti. Un business nel business. Pretendiamo di sapere se queste associazioni hanno accordi, collaborazioni o svolgono attività per il Comune di Parma e invitiamo lamministrazione ad interrompere immediatamente ogni rapporto con esse fino a quando non vi sarà certezza circa lestraneità di tutti gli ospitati da comportamenti penalmente rilevanti. La misura è colma: i soldi dei parmigiani non possono essere utilizzati per dare asilo a criminali con la scusa dellaccoglienza".