Sei in 12 TV Parma

covid

Covid, sarà prorogato fino al 25 il decreto che chiude i confini regionali - Video

12 febbraio 2021, 13:39

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato le ordinanze che portano in arancione le tre regioni, Abruzzo, Liguria, Toscana - e la provincia di Trento, e che saranno valide a partire da domenica. La Sicilia torna in giallo allo scadere dell’ordinanza precedente.
Via libera in Consiglio dei ministri al decreto legge Covid, che proroga il blocco degli spostamenti tra le Regioni, anche quelle gialle, dal 15 al 25 febbraio (salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute).

L’Umbria resta arancione: il governo ha deciso di confermare le misure anti-Covid attualmente in atto, quindi con l’ampia «sottozona» in fascia rossa stabilita dalla Regione, che comprende tutta la provincia di Perugia e sei comuni di quella di Terni. Per l’Istituto superiore di sanità l’Umbria ha un livello di rischio alto e nella settimana di monitoraggio Covid in Italia, in base alla bozza Iss-Ministero Salute, l’incidenza settimanale è di 283,28 per 100.000 abitanti. 

Riapre lo sci, da lunedi' in Piemonte e Lombardia
La stagione dello sci prova a partire. In ordine sparso, da lunedì torneranno a girare - con il limite massimo del 50% della capienza e il divieto alla mobilità tra regioni - i primi impianti di risalita in Piemonte e Lombardia. Ma devono restare al palo il Trentino e l’Abruzzo, entrambi retrocessi oggi in zona arancione, dove lo sci resta attività off limits. In Friuli-Venezia Giulia si comincerà alla fine della settimana, come la Regione ha deciso nei giorni scorsi, il Veneto ha atteso prima di emanare l’ordinanza. 
Tra i primi a riaccogliere gli sciatori, lunedì, saranno Bardonecchia, la stazione invernale della Valle di Susa (Torino) al confine con la Francia, e la parte lombarda del comprensorio Ponte di Legno-Tonale: apriranno Lemù, Ponte di Legno e il Passo Tonale, fino al confine regionale con il Trentino. . A metà settimana sarà la volta di Santa Caterina Valfurva, in Valtellina, e della Valle d’Aosta. 
La ripresa dopo il lunghissimo stop, nel rammarico di avere perso quasi tutta una stagione ricchissima di neve, sarà vissuta anche come un test. Così nei primi due giorni Bardonecchia limiterà la capienza al 30%, confidando di potere arrivare al 50% nel fine settimana successivo. «Daremo priorità ai nostri clienti più fedeli - spiega Nicola Bosticco, a.d, della Colomion - che anche quest’anno hanno acquistato lo skipass stagionale. Dopodichè i restanti skipass giornalieri saranno acquistabili online». Restano le preoccupazioni. «Siamo molto felici che il settore possa rianimarsi - aggiunge Bosticco - ma i costi che nuovamente stiamo sostenendo sono antieconomici. Non ci resta che sperare nei ristori». 
Sestriere, Sauze d’Oulx e Sansicario, nel comprensorio della Vialattea (Torino) ripartiranno nel weekend del 20 febbraio, «E' la fine di un incubo - commenta il sindaco di Sestriere, Gianni Poncet - lo sci alpino è la principale fonte di lavoro e sostentamento economico del nostro territorio, capace di generare occupazione e un indotto che si riflette a livello nazionale». 
L’obiettivo è fin d’ora programmare la prossima stagione, sperando che la pandemia di Covid consenta una maggiore libertà, per questo «sarà una ripartenza graduale, - prosegue Poncet - mirata a dare un segnale importante di ripresa in vista della stagione sciistica 2021/2022». 
In Veneto il riavvio dello sci invernale è rimasto in sospeso in attesa delle ultime decisioni del governo: L’ordinanza - spiega il governatore Luca Zaia - «determinerà le linee guida, ad esempio quanti per tavolo nel rifugio, dove portare le mascherine, il carico di sciatori su ovovie e cabinovie rispetto alla capienza di omologazione». 
Delusione nel Trentino tornato arancione: slitta l’apertura degli impianti prevista il 17 febbraio con un’ordinanza già approvata dal presidente della provincia autonoma Maurizio Fugatti. 

I dati 

Si confermano per la seconda settimana segnali di «contro-tendenza nell’evoluzione epidemiologica, con progressivo rallentamento nella diminuzione dei nuovi casi fino ad una stabilizzazione, che potrebbero preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente mantenute misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale». Lo evidenzia la bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. 

In questa fase «delicata dell’epidemia si conferma la circolazione diffusa di varianti virali a più elevata trasmissibilità nel nostro paese». Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Si conferma la necessità di mantenere la «drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. E' fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile». Lo evidenzia la bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine.

La variante inglese

«In 5-6 settimane la variante inglese potrebbe sostituire il virus SarsCov2 ora circolante». Lo ha detto il presidente Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute, sottolineando che comunque tale variante risponde al vaccino. «In 5-6 settimane la variante inglese potrebbe sostituire il virus SarsCov2 ora circolante». Lo ha detto il presidente Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute, sottolineando che comunque tale variante risponde al vaccino.