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Nuova Classe A Mercedes, l'abbiamo provata. Ecco come va

11 maggio 2018, 15:14

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La nuova Mercedes Classe A che debutta sul mercato italiano questo weekend è una delle novità più attese dell'anno. Svelata ad arte poco a poco, è finalmente su strada. L'abbiamo già provata. Ecco come va

CHE LINEA – A un occhio distratto potrebbe sembrare una semplice evoluzione della fortunatissima generazione precedente, in realtà il muso che fa tanto AMG, un'impronta decisamente più sportiva e dimensioni generose (12 centimetri di più in lunghezza, si passano i 4 e 40) ci consegnano una Classe A con una linea invidiabile

HEY MERCEDES! – La novità su cui Stoccarda insiste di più è l'intelligenza artificiale (MBUX, ovvero Mercedes Benz User Experience) a bordo di Classe A. Una rivoluzione hi-tech che questa volta parte democraticamente dal “basso” anziché dalle ammiraglie (ma l'assegno resta sostanzioso, dopo ci torniamo) per introdurre un vero e proprio assistente personale a bordo. Chiedetele qualsiasi cosa, basta dire “Hey Mercedes” e lei si mette al vostro servizio più o meno come Siri. Anche i risultati sono gli stessi: ogni tanto capisce e vi asseconda (sul meteo e sui distributori è meglio di wikipedia) e ogni tanto invece rimane perplessa. Vi capirà meglio con il passare del tempo, dicono.

PICCOLO E' BELLO – Per divertirsi non servono più motori super potenti. La 180d (che farà la parte del leone sul mercato) con 116 Cv sa anche essere divertente e per chi volesse un motore a benzina, oggi di nuovo di gran moda, il 1.3 garantisce la bellezza di 163 Cv. La gamma poi si allargherà, in alto e in basso. Abbiamo guidato il diesel: il telaio sembra straordinario, anche se questa cavalleria è facilmente gestibile. Sterzo di precisione millimetrica e frenata sempre all'altezza. Già che ci siamo: si parte da 29.900 euro, ma è abbastanza facile passare i 40mila tra allestimenti e optional. Meglio pensare all'offerta Mercedes: anticipo di 5000 euro più Iva, 36 rate da 380 euro (servizi inclusi) e poi amici come prima.

QUANTA ROBA – Gli interni fanno senz'altro un salto di qualità: la percezione è quella di essere a bordo di una vettura di segmento superiore. Sorge il dubbio che la plancia sia un po' troppo “piena”: fra funzioni, touch pad, bocchette dell'areazione (addirittura cinque e pure ingombranti) e tablet avveniristici il rischio è la claustrofobia nonostante sia migliorata la visibilità rispetto alla terza generazione. Spazio davanti ce n'è comunque tanto. Dietro, nonostante una manciata di millimetri in più, la vita non è comoda per un adulto.

DIGITAL – Anche la Stella si arrende al touch, potere dei tempi e della tecnologia che migliora. Segno distintivo è la nuova strumentazione digitale ormai di famiglia: un tablet dietro al volante e proseguendo uno al centro (questo è touch). Di serie 7”, ma si può optare per i 10” (su uno o entrambi). Nelle prime due settimane di lancio uno dei due upgrade lo offre Mercedes.