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Diesel, basta  demonizzare:  il BlueHDi 130  di PSA è già nel futuro

Con il nuovo 1.5 meno emissioni, meno inquinamento e meno particolato

di Paolo Ciccarone -

05 giugno 2019, 17:19

Diesel, basta  demonizzare:  il BlueHDi 130  di PSA è già nel futuro

Certi dati andrebbero mostrati ai politici perché la guerra al diesel sta provocando danni incredibili se rapportati ai dati reali. Dopo anni in cui ha rivestito un ruolo da protagonista, nell’ultima parte del 2018 il diesel è passato da una quota di mercato del 55% al 43%, con un calo del 25%, una «perdita» di 101.000 veicoli. Bene, si dirà, se non fosse che in appena 4 mesi le emissioni di CO2 sono aumentate del 6% solo in Italia. Ovvero, più motori a benzina in circolazione e più emissioni di gas serra, in netto contrasto con le aspettative. 
In questo senso il gruppo PSA ha sviluppato il nuovo propulsore BlueHDi 130 CV stop&start di 1.5 litri con dati di tutto rilievo. Basta fare un confronto per capirlo: chi crede che un motore benzina inquini meno di un diesel, ecco i dati comparativi su un altro propulsore del gruppo PSA, il 1.2 Puretech da 130 Cv. Pari potenza, cilindrate diverse. Il confronto dice che il diesel emette meno CO2, 107 grammi contro 118 del benzina, il particolato emesso dal diesel BluHdi (elemento portato come accusa contro i motori a gasolio) è di 0,00064 contro lo 0,00078 del motore a benzina. Infatti anche questi propulsori emettono particolato, in misura maggiore dei diesel. Infine gli NOx, i famigerati ossidi di azoto che per un diesel con cambio automatico (ovvero che ottimizza le emissioni) diventa di 0,017 contro 0,053 del benzina a parità di trasmissione. Quindi con questo propulsore il gruppo PSA entra di diritto nel terzo millennio con meno emissioni, meno inquinamento e meno particolato. Si tratta di una unità importante che sulla gamma del gruppo, in special modo per i Suv di medie dimensioni (DS7, C5 AirCross, 3008, Grandland) consente di avere potenza, coppia e durata.
 

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