Sei in Motori

LA VERITA'

Emissioni, ecco perché il diesel non è finito

Abbiamo fatto i test RDE con Bosch e i risultati parlano chiaro: il futuro sarà elettrico ma oggi per consumi, NOx e CO2 vince la «tradizione»

di Lorenzo Centenari -

07 luglio 2019, 12:58

Emissioni, ecco perché il diesel non è finito

E se non fosse così come ce la raccontano i politici? Se il diesel fosse meno «sporco» della fama che si è guadagnato, e l’auto elettrica un po’ meno sostenibile di quanto sembri a prima vista? Perché non bussare a chi è impegnato su ambedue i fronti, tipo Bosch: il parere potrebbe divergere. E venire suffragato anche dagli strumenti, gli stessi utilizzati per omologare il tasso di emissioni di ciascun nuovo modello. 

Mai sentito parlare dei famigerati test RDE?Tutto nacque nel 2015 come effetto dello scandalo Volkswagen. Fu proprio il dieselgate a propiziare l’adozione di criteri di omologazione via via più stringenti. I test originari NEDC (New European Driving Cycle) vennero così sostituiti il 1º settembre 2017 dagli standard WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure), insieme di procedure delle quali i test RDE (Real Driving Emissions) sono parte integrante. 
A differenza del passato, l’obiettivo è quello di misurare le emissioni di un veicolo in condizioni di guida «reale». Il test si svolge perciò su strade aperte al traffico, dove il veicolo si trova a circolare in condizioni imprevedibili. Code, semafori, frenate, meteo avverso. Quali i parametri misurati? Emissioni di anidride carbonica (CO2), di ossidi di azoto (NOx), di polveri sottili (PM 10, PM 2,5).

La community scientifica è concorde: auto elettrica per il futuro a lungo termine, ma il terreno non è ancora pronto. Oggi come oggi, l’auto a combustione interna non ha eguali. Perché i passi avanti sono stati enormi. E che Bosch sia in prima linea nell’elettrificazione, non significa che lo sviluppo di tecnologie per propulsori diesel non sia ai massimi livelli. 

Se i diesel di ultima generazione restituiscono valori di inquinamento inferiori non solo ai precedenti Euro 4 ed Euro 5, ma anche sotto molti aspetti ai motori a benzina, buona parte del merito è proprio di Bosch e della sua ricerca nella tecnica, nei software e nei materiali.
Al Centro Guida Sicura ACI di Lainate, insieme ai tecnici di Bosch e a quelli di CSI (compagnia leader in Europa nei servizi di validazione e testing automotive), ecco dunque la chance di simulare di persona un test RDE. Come «cavie», un esemplare di Peugeot 3008 BlueHDi 130, e uno di BMW Serie 2 Active Tourer, serie 218d. Il cosiddetto PEMS (Portable Emissions Measurement System) ben agganciato al retrotreno, un istruttore lato passeggero per monitorare lo stile di guida, un tablet collegato al PEMS per misurare i dati in tempo reale. 

 

 

-

-

-

-

-

© RIPRODUZIONE RISERVATA