Sei in Motori

Salone di Francoforte, 20 case assenti. Ma si spinge sull'elettrico

L'industria tedesca prova a guidare la ripresa, puntando su EV e diesel puliti 

di Andrea Silvuni -

02 settembre 2019, 10:43

Salone di Francoforte, 20 case assenti. Ma si spinge sull'elettrico

Un Salone di Francoforte in perfetta sintonia con la situazione dell’economia tedesca (la locomotiva guidata dalla Merkel ha rallentato e di parecchio) e, in generale, quella dell’industria dell’automobile che è 'schiacciata' da un lato dalla guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti e, dall’altro, dai problemi del rispetto ambientale e dell’adeguamento delle emissioni alle future e già stringenti normative.

Quella che si aprirà al pubblico il 12 settembre nella tradizionale sede della Frankurter Messe - occupando 4 padiglioni invece dei soliti 8 - è una edizione che evidenzia per la prima volta ben 20 defezioni e che fa sembrare 'preistoria' quei Saloni di Francoforte in cui i grandi gruppi tedeschi si sfidavano a suon di mega-padiglioni e di allestimenti hollywoodiani.

Le assenze Alla IAA 2019 mancheranno tutto il Gruppo FCA, tutto il Gruppo PSA (ad eccezione della marca locale Opel) e tutta l'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. E non ci saranno nemmeno Aston Martin, Cadillac, Chevrolet, Mazda, Rolls-Royce, Toyota e Volvo. E non ci saranno soprattutto molti dei grandi personaggi che animavano il Salone e il Fuorisalone, a cominciare dal padre-padrone della Volkswagen Ferdinand Piech (scomparso pochi giorni fa) e da Sergio Marchionne che manca ormai al mondo dell’auto da più di un anno. Si sentiranno anche le assenze di Carlos Ghosn (Renault e Nissan), di Rupert Stadler (Audi), di Dieter Zetsche (Daimler) e di Harald Krueger (Bmw) che, per scadenza dei mandati o allontanamenti forzati, non saranno sul 'car carpet' di Francoforte.

Una cosa è comunque certa: l’auto elettrica - grande protagonista a questo Salone 2019 con il debutto della Volkswagen ID.3 e di molti altri modelli BEV - si confronterà, soprattutto nei giorni di apertura al pubblico, con i modelli tradizionali, quelli con motori benzina e diesel, soluzioni propulsive queste che non sembrano affatto voler cedere il passo alla silenziosa propulsione a batteria. Dall’industria, soprattutto quella tedesca, arrivano segnali chiari: per prosperare occorre continuare a fare business con l'auto e per il momento i clienti non richiedono che una minima quota di auto 100% elettriche. 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA