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Mazda CX-5, nulla da invidiare ai tedeschi

17 novembre 2019, 15:48

Mazda CX-5, nulla  da invidiare ai tedeschi

Col Suv compatto CX-30, Mazda ha avvicinato le distanze tra i due preesistenti membri della flotta a ruote alte. Per comfort e presenza scenica, nemmeno il nuovo arrivo è tuttavia al livello della top di gamma CX-5, sport utility che dall’upgrade 2019 è uscito ancor più «premium» sia di aspetto, sia di contenuti. 

SIGNATURE
In configurazione Signature, il nonplusultra degli allestimenti, il medio massimo giapponese (4 metri e 56 di lunghezza) niente o quasi ha da invidiare alle avversarie «deutsche»: cerchi da 19” di design specifico, fari posteriori ed anteriori a Led, cristalli posteriori oscurati e portellone elettrico. 

 Interni ancor più profumati di moderno lusso grazie alla pelle Nappa Brown con finiture Deep Red, cielo in tessuto nero, inserti in legno, retrovisore senza cornice. Il display da 7” non è dei più sofisticati sulla piazza, ma è provvisto sia di navigatore nativo, sia di connettività Apple CarPlay ed Android Auto. E per i parcheggi a filo, col monitor 360° niente più paura di graffiare la carrozzeria o le ruote. 

AL VOLANTE
L’esperienza più completa la si vive a bordo di CX-5 Signature motorizzata 2.2 Skyactiv-D, 184 Cv di potenza, trazione integrale, cambio automatico a 6 marce, nessuna vibrazione da diesel vecchia maniera: what else? Nemmeno il prezzo è proibitivo, 45.150 euro comprensivi di cruise control adattivo, Head-up display, frenata di emergenza. In Soul Red Crystal, Mazda CX-5 è un principino di eleganza e non pecca neanche di ingordigia: 18 l/100 km, se trattato con rispetto. E pensare che proprio leggero non lo è (17 quintali): ma tiene pure bene la strada.