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Citroën C3 Aircross: il «suvvino» disinvolto

di Lorenzo Centenari -

07 dicembre 2019, 11:11

Citroën C3 Aircross: il «suvvino» disinvolto

Quando la compatta veste stretta, ecco correre in soccorso il Suv compatto. Ieri Citroën C3, oggi  C3 Aircross, ovvero 16 cm in più di lunghezza (4 metri e 16), ma soprattutto quasi altrettanti (14 cm) in altezza. A tutto vantaggio degli spilungoni, ma anche di chi è brevilineo, e tutto ciò che chiede è una visuale ad ampio raggio (seduta rialzata di 2 cm).

Gli sport utility di taglia S o M sono un «must», C3 Aircross ad un assetto lievemente alto da terra coniuga comunque la disinvoltura di un veicolo a guida bassa, scontando solo una visibilità posteriore un pelo inferiore, causa linea di cintura alta. 200 euro di sensori di parcheggio (di serie dall’allestimento Shine, il terzo della scala) sono spesi bene, e a proposito di prezzi: la differenza con C3 è di circa 4.000 euro (si parte da 18.300 per il 1.2 turbo benzina), rispetto a sorellona C5 Aircross risparmi invece oltre 5.000 euro, e pazienza se rinunci a una porzione di abitabilità interna (comunque buona anche per cinque) e a motorizzazioni più potenti. Dopotutto il diesel 1.5 BlueHDi (da 19.250 euro) è più che sufficiente a spingere i 13 quintali scarsi del crossover con gli «Airbump» sulle fiancate. Specie in edizione 120 Cv (da 23.050 euro), con cambio automatico a 6 marce EAT6 incluso nel pacchetto. 

Citroën uguale comfort e C3 Aircross non fa eccezione, sia su asfalto, sia (se proprio è necessario: due sole ruote motrici) in fuoristrada (optional il servizievole Grip Control). Sia, infine, in senso acustico: un diesel «educato», che beve poco (5 l/100 km) e beve silenziosamente. Simpatico da guardare, rilassante da condurre: non fosse per l’effetto «plastic» di qualche dettaglio qua e là, C3 Aircross meriterebbe la lode.