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CONSUMER ELECTRONIC SHOW

Tutti a Las Vegas: il futuro dell'auto è l'elettronica

04 gennaio 2020, 12:23

Tutti a Las Vegas: il futuro dell'auto è l'elettronica

C'era una volta il Salone di Detroit, l’appuntamento che a gennaio di ogni anno inaugurava la stagione del mercato delle quattro ruote, e che i marchi europei - non solo quelli Stars&Stripes - battezzavano a vetrina irrinunciabile. Dal 2020 il «vecchio» Naias migra a giugno: sul lago Michigan il clima è meno rigido, d’accordo, ma il motivo è soprattutto un altro, e chiamasi Consumer Electronic Show.
 Nato come esposizione di nuovi accessori tecnologici, oggi il CES (dal 7 al 10 gennaio al Convention Center di Las Vegas) dedica all’auto ampio risalto e viceversa: tanti Costruttori spopolano i saloni tradizionali (vedi Parigi 2019) e si iscrivono ad eventi extrasettore, CES in primis. 
Elettrificazione, guida autonoma e connettività i temi trattati con maggior dovizia di particolari: dai marchi tedeschi, per i quali gli Usa sono il primo mercato, ma anche sempre più dai concorrenti asiatici. 
Tedeschi all'attacco
Andiamo con ordine. Nella Sin City, Mercedes mostra in anteprima il concept di un suo prossimo veicolo ispirato al lusso sostenibile, e soprattutto al mondo dell’intrattenimento: monta la curiosità per conoscerne l’aspetto e i contenuti. Gioca a carte scoperte invece Bmw, che ha già diffuso info e foto dell’elettrica i3 in formato Urban Suite. Un autentico salotto mobile, il prototipo dell’Elica, per viaggiare «eco» e per viaggiare al tempo stesso in Business class. 
Audi risponde a suon di innovazioni digitali da integrare in abitacolo, soluzioni che trasformano gli interni di un veicolo in una realtà metà concreta e per metà virtuale: ne sapremo di più da lunedì.

Joint venture
 E anche un brand come Land Rover che fa dell’off-road la sua missione non trascura più divertimento a bordo e connettività: la joint venture con Qualcomm e Blackberry è il modo per Defender 90 e 110 di stringere amicizia anche col pubblico locale, e al tempo stesso dimostrare le sue proprietà in materia di elettronica di svago e sicurezza. 
La risposta a oriente
Ma ecco l’offensiva dall’Estremo Oriente: Ariya il nome del concept Suv col quale Nissan probabilmente anticipa le forme di Qashqai di prossima generazione, ma l’attrazione è un’altra ancora ed è a vocazione commerciale. Un van basato su meccanica e-NV200 che si muove grazie ad un motore elettrico alimentato a batterie da 40 kWh, e le cui apparecchiature di bordo (necessarie per la conservazione al freddo dei gelati) funzionano grazie ad accumulatori cosiddetti «di seconda vita», ormai inutilizzabili per la locomozione, ma ancora sufficienti a svolgere lavori meno impegnativi. Dulcis in fundo, la pallina da golf a guida autonoma, cioè con ProPilot 2.0 incorporato: e anche un principiante si sentirà come Tiger Woods. 
Minibus e self driving
Da Nissan a Hyundai: le metropoli cinesi e coreane sono afflitte da imbottigliamenti quotidiani, non resta altro che spiccare il volo e muoversi a mezz’aria. Al CES 2020 ecco il primo PAV (Personal Air Vehicle) del Gruppo, un drone a pilotaggio autonomo le cui prime applicazioni potrebbero non essere così distanti nel tempo. E per raggiungere le piste di decollo ed atterraggio, niente di meglio che un minibus elettrico (ovviamente) senza conducente, sigla PBV (Purpose Built Vehicle). 
Di self-driving car si parla infine anche allo stand Toyota: e-Palette un taxi collettivo (elettrico, ca va sans dire) che debutterà come navetta per gli atleti nel villaggio olimpico di Tokyo 2020. 
Nel Nevada i riflettori sono per colossi come Google, Facebook, Amazon ed LG. Lo sposalizio tra tecnologia e mobilità è tuttavia sempre più solido: una visione della guida assai meno romantica, ma al passo con un modello di vita che di display, assistenti vocali e rete 5G, a quanto pare non ne può più fare a meno. Persino al volante.