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Renault Captur fa centro per la seconda volta

Al volante della versione TCe 130 del nuovo B-SUv francese. Bel design, interni audaci e un 1.3 benzina potente ma non assetato. Da 23.050 euro

di Lorenzo Centenari -

18 febbraio 2020, 19:10

Renault Captur fa centro per la seconda volta

Tutti pazzi per Captur, lo fummo nel 2013 quando venne concepita, lo saremo ancora per il prossimo quinquennio almeno, l’era di Captur generazione due. Il crossover che prende le mosse dalla sorellina Clio (stesso pianale, stile della stessa scuola) e che farà sfracelli per una lunga serie di ragioni  - tra le quali la sua appartenenza alla categoria B-Suv non è che la più ovvia - prende nota delle preferenze dell’«utente 4.0» e le trasforma in un prodotto indiscutibilmente bello da guardare, ma anche e soprattutto intelligente da abitare, infine confortevole a guidarsi. 

QUATTRO METRI E 23
Se in cima alle esigenze è la capacità di carico, Captur non è un campione, ma per essere un veicolo di soli 4 metri e 23, conosce il trucco per organizzare al meglio i propri spazi: infatti in 5 non si soffre (il divano posteriore scorre avanti e indietro di 16 cm) e il bagagliaio ospita 422 litri di borsoni (536 spostando avanti la panchetta fino a fondo corsa). 
Forma e funzione trovano nel più piccino della gamma a guida alta di Renault un intreccio magico, e a proposito di interni: la sorpresa non è tanto l’assemblaggio dei pannelli in plastica o metallo (buono per gli standard di un marchio generalista), quanto invece la consolle del cambio progettata "a sbalzo", soluzione salvaspazio grazie a cui poter riporre i propri oggetti personali indifferentemente sopra o sotto l’ingegnoso «davanzale». Al centro del cruscotto, tablet verticale touch da 9,3” solo sulle versioni meglio equipaggiate: anche il display orizzontale (7”) che fa parte degli allestimenti più economici è comunque un buon erogatore di servizi (buon effetto anche il quadro strumenti digitale). 

CAMBIO E MOTORE
A meno che non si percorrano migliaia di chilometri ogni mese, il 1.3 turbo benzina in formato 131 Cv appare come il compromesso più invitante tra consumi (18 km/l) e prestazioni (0-100 in 9”6). Tanto più che Captur TCe 130 (prezzi da 23.050 euro) è in vendita solo con cambio automatico EDC doppia frizione a 7 marce, organo che col 4 cilindri va letteralmente a nozze. Performance a parte, non è un Suv nato per correre: guidando come per fuggire da un inseguimento, Captur «dondola» un po’ più di Clio, in compenso viaggi comodo e in silenzio anche su strade dissestate e ad alte velocità (solo qualche fruscio dagli specchietti).

 

 

300 euro spesi bene sono infine quelli destinati a Highway and Traffic Jam Companion, il programma per la guida autonoma livello 2 che associa adaptive cruise control e riconoscimento - in autostrada - di ambedue le linee di corsia, così da rimanere equidistanti dalle strisce anche senza impugnare la corona del volante. Dopo meno di un minuto di marcia «hands free», il Traffic Jam Assistant non funziona più: un peccato, anzi no. Un bene, l’auto a guida totalmente autonoma ancora non c’è.

CI PIACE

  • Design:    Brillante fuori, audace dentro
  • Tecnologia:     Sicurezza attiva e tanto digitale
  • Motore:     Il 1.3 benzina è tonico e poco assetato

NON CI PIACE

  • Trazione:       Peccato manchi l’opzione del 4x4
  • Handling:   Più comfort che guida sportiva. Ma in fondo, è voluto