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PROVA SU STRADA

Subaru Levorg, per distinguersi

di Lorenzo Centenari -

22 febbraio 2020, 11:59

Subaru Levorg, per distinguersi

Station wagon specie in estinzione, e se proprio ancora nutrono speranze di sedurre qualche padre di famiglia (o rappresentanti e flotte), è ancora con il diesel, e non certo un 2 litri benzina ad alimentazione naturale, che hanno chance di fare colpo. Aggiungici trazione integrale, cambio automatico a variazione continua (intelligente sì, sportivo no), infine prezzo non proprio così concorrenziale. Solo un "pazzo" acquisterebbe una Levorg (32.000 euro, 34.500 euro in edizione Premium): un cliente innamorato pazzo di Subaru, allora sì, i conti tornano.

In seguito al restyling, l’ideale erede della vecchia Legacy ha addolcito il proprio aspetto (via la presa d’aria al cofano) ma resta pur sempre auto di super-nicchia, per intenditori veri. Maschiacci affezionati al 4 cilindri "boxer", alla Symmetrical AWD di rallistica memoria, a un feeling di guida e di bordo tutto particolare, un’esperienza cioè per chi bada al sodo e ama la meccanica, senza per questo rinunciare al comfort. Levorg non solo è infatti ben equipaggiata già in partenza (clima bizona, tetto elettrico, fari full Led, sedili riscaldabili), spaziosa per gli abitanti (4 metri e 69 di lunghezza) e per i bagagli (522 litri di capacità di carico): ora è anche più morbida (settaggio più «stradale» del telaio), e soprattutto più sicura grazie a un pacchetto Adas di ultima generazione.

Alle stereocamere sul parabrezza (i due "cyber-occhi" del sistema EyeSight), nulla passa inosservato: segnali stradali, linee di demarcazione carreggiata, distanza dagli altri veicoli. E pazienza se di un turbocompressore non c’è traccia, salvo nel design dei cerchi in lega: l’aspirato (150 Cv) è regolare e in più consuma il giusto (7 l/100 km, se lo tratti bene).

Coniugare l’heritage di un marchio patrimonio dell’umanità su quatto ruote alle necessità del pubblico moderno, senza in ogni caso snaturarsi, ovvero omologarsi. Levorg centra il bersaglio; si distingue, quindi incuriosisce, quindi attira. E al volante non delude. La solita storia, una storia Subaru.