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alfa romeo

Giulia GTA, 540 cavalli per veri intenditori

di Lorenzo Centenari -

14 marzo 2020, 11:13

Giulia GTA, 540 cavalli per veri intenditori

Il messaggio arriva forte e chiaro sin dal nome: per una ricorrenza speciale (il 2020 festeggia i 110 anni dalla nascita del marchio), un’auto speciale. Un modello celebrativo ad alte prestazioni (anzi, due modelli) che si riallacci alla tradizione Alfa Romeo, brand troppo glorioso (nonostante numeri drammatici) per considerarlo ormai in declino. Che soprattutto, ricordi al mondo di cosa è ancora in grado il «made in Italy» automotive. 

Design affascinante, tecnica sopraffina. Performance, ovviamente, fuori dall’ordinario, e non solo limitatamente alla categoria delle berline. Al (non) Salone di Ginevra, ecco Giulia GTA e Giulia GTAm: anche se in forma virtuale e non reale (c’è il coronavirus, il Salone è stato cancellato), l’attesa degli appassionati del Biscione è stata ripagata. Un battito che scuote il petto: Alfa è viva e vegeta.A conferma dei rumors circolati nelle settimane precedenti, Giulia GTA è proprio una Giulia Quadrifoglio ancor più estrema, e hai detto niente: appendici aerodinamiche studiate ad hoc, peso ridotto, motore V6 biturbo da 2,9 litri portato a 540 cv di potenza. 

Rispetto a Giulia Quadrifoglio standard, la bellicosa GTA si riconosce a prima vista per il paraurti in fibra di carbonio e per le grandi prese d’aria, così basse da sfiorare terra. Carreggiate anteriore e posteriore allargate di 50 mm. Per la prima volta addosso a una «sedan», ecco inoltre cerchi in lega d’alluminio monodado (20 pollici), dietro i quali intravedere i dischi carboceramici firmati Brembo. Sulla fiancata, il logo Quadrifoglio sul passaruota anteriore, il badge Autodelta di fianco alle feritoie inferiori, la bandiera tricolore sulle calotte specchi retrovisori.

Al posteriore, infine, il grande alettone regolabile (Giulia GTAm), lo scivolo in carbonio, il doppio scarico centrale in titanio by Akrapovic: più racing di così, solo i prototipi da gara.Il cruscotto è rivestito interamente in Alcantara (altra eccellenza dell’artigianato nazionale), e a proposito di Giulia GTAm: la sorella «da combattimento» si distingue per un abitacolo a due soli posti, con tanto di rollbar e di sedili monoscocca in fibra di carbonio con cinture Sabelt a sei punti. Un’auto da corsa in prestito alla strada, non per niente alla progettazione hanno preso parte anche gli ingegneri Sauber. Grazie al ricorso a materiali ultraleggeri come il lexan, impiegato per lunotto e finestrini laterali, il peso di Giulia GTAm (sigla che sta per Gran Turismo Alleggerita modificata) è addirittura di 100 kg inferiore a quello della Quadrifoglio, per un totale di 1.520 kg ed uno straordinario rapporto peso/potenza di 2,82 kg/cv (il migliore del segmento). 

Eccoci quindi al motore: il V6 biturbo da 2,9 litri fa scorta di altri 30 cv, proiettando Giulia GTAm da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi (-0,3 sec.).  Peccato solo Giulia GTA e GTAm appartengano a una serie limitata (500 esemplari numerati). Sarà un’auto per pochissimi fortunati, un «instant classic» per collezionisti il cui prezzo si allontanerà anche di parecchio dalla Quadrifoglio. Scelta che giova al prestigio del marchio, quella della «limited edition», un po’ meno alla soddisfazione degli alfisti. Che a listino, vorrebbero restasse a lungo. Ah, le prenotazioni sono aperte…

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