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L'auto del futuro? Elettrica. E in streaming

Niente passerella a Ginevra, ma le novità ci sono anche per la guida da remoto. Tutto rigorosamente a zero emissioni 

di Lorenzo Centenari -

14 marzo 2020, 11:06

L'auto del futuro?  Elettrica. E in streaming

Chi sale, chi accetta, chi ancora resiste, ma già in cuor suo ha compreso quale sia il proprio destino a lungo termine. Se il diesel sopravvive a uno stento, se la benzina gode di maggiore popolarità, ma oltre una certa quota non si spinge, è l'elettrico (ma dai?) Il motore che si unisce ai padiglioni dinamici di un Salone di Ginevra che passa alla storia , ma solo perché non si è nemmeno svolto e tutte le novità sono state rivelate in streaming. 
 Auto elettrica o «elettrificata», purché sotto il suo pianale un «serbatoio» di energia a emissioni zero (che poi le batterie a ioni di litio sono per davvero così «verdi», è un altro tema ancora). Rimandato il bagno di folla con Fiat 500 elettrica, mostrata solo un video, al (non) Salone ecco innanzitutto un'altra eco-citycar come Renault Twingo ZE, perché è un semmai proprio il contesto urbano incluso che oggi EV di convertire il pubblico di massa a nuove forme di mobilità. La sorellina della Zoe promette 250 km di autonomia e la ricarica domestica mentre dormiamo (8 ore con wallbox da 3,7 kW). Determinante, per competenza con nuova 500, sarà prezzo e formula di acquisto o di noleggio. 
E se l'auto del futuro fosse (oltre che elettrica) anche «trasformabile»? Renault Morphoz il concetto di veicolo (pensato soprattutto come mezzo da car sharing) che allunga e accorcia le sue dimensioni a seconda delle esigenze. Chissà quando la vedremo, chissà quanto costerà. Però, che forza! La Losanga dà la scossa anche a Mégane, ma per il «full electric» la compatta non è ancora pronta: Mégane E-Tech (solo Sportstourer, almeno al lancio) è ora un'ibrida plug-in che associa un 1.6 turbo benzina con un «bimotore» elettrico che viene alimentato da accumulatori da 9,8 kWh: traduzione, 160 Cv di potenza e 65 km di marcia ad emissioni zero. 
E 'primavera
Ma è l'elettrico puro, il «must» 2020: Spring il nome della concept della prima Dacia EV, un crossover di città da 200 km di autonomia e un listino che si annuncia (per la prima volta in questo campo) assai competitivo (15.000 Euro?). La vedremo nel 2021, cioè in contemporanea o quasi un altro elettro-Suv, ma di cittadinanza «deutsche»: Volkswagen ID.4 il secondo modello della divisione nuova mobilità di Wolfsburg, varie istruzioni in termini di dichiarazioni (fino a 500 km) e fascia prezzi (dai 35.000 euro circa in su), soprattutto un abitacolo «Open Space» 100% digitale, oltre che reattivo ai sempre più familiari comandi vocali.
 Di lingua tedesca pura la berlina premium che dall'anno prossimo andrà a caccia della Tesla Modello S: la carta in regola per contrasto è la regina del segmento, BMW i4 sembra averle tutte. Dal design (lo stesso, o quasi, di Serie 4 Gran Coupé, maxi doppio rene a parte) alla tecnologia, sia in termini di prestazioni (538 Cv, 600 km di autonomia, accelerazione 0-100 km / h in meno di 4 secondi : neanche l'M4…) che come soluzioni interne (avveniristico il Curved Display che «galleggia» sul cruscotto). 
Che cavalleria
Da Monaco a Ingolstadt: se parliamo di peformance, neanche Audi e-tron ed e-tron S scherzano, dal momento che in formato «supersport» il Suv e il Suv coupé 100% elettrici dei Quattro Anelli scaricano a terra 503 Cv e quasi mille Newtonmetro (973 Nm). Ma e-tron S è l'iperspazio. Tornando ad altitudini più umane, nuova Lexus UX 300e (prima EV del marchio di lusso di Toyota), più che sui numeri (204 Cv, 300 km di autonomia) punta sul cavallo della connettività: grazie all'app LexusLink, il crossover giapponese puoi gestirlo da remoto o quasi. Chiude la rassegna Hyundai Prophecy, concept di coupé 4 porte tanto elegante quanto tecnologico, con luci a LED un pixel e due joystick usato il volante. Già, perché oltre al contenimento di consumi ed emissioni, il mondo auto è sotto un funzionamento a guida autonoma ed intelligenza artificiale. Cioè a principi che richiedono le distanze dall'idea di autovettura sin qui concepita, ma che se tutto andrà come dovrebbe andare, saranno tanto “cool” da dare dipendenza. Oggi l'auto soffre, ma in cantiere c'è un futuro da lasciare una bocca aperta. E a mani in aria.

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