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il vademecum

L'auto è in quarantena, o quasi? Ecco tutto quello che bisogna fare

Se è ferma in garage, oppure utilizzata pochissimo in questo periodo, è meglio non trascurarla. Dalla batteria - la più delicata - alle gomme: i consigli per evitare sorprese 
 

di Lorenzo Centenari -

18 aprile 2020, 10:17

L'auto è in quarantena, o quasi? Ecco tutto quello che bisogna fare

Un Paese intero in quarantena, uno stato di emergenza che ha isolato e distanziato le persone e che ha ibernato pure l’automobile, dimenticata, messa lì in un angolo, senza spiegarle nemmeno il perché. Fatta eccezione per chi si mette al posto guida per raggiungere il suo luogo di lavoro, buona parte dell’Italia a quattro ruote è ferma immobile da un mese e mezzo.  L’auto intesa come la filiera nel suo insieme: dai siti produttivi alle concessionarie, dalle officine (salvo gli interventi di emergenza) fino all’ultimo (ma il più importante) anello del sistema, l’automobilista. Presto o tardi, l’emergenza COVID-19 finirà: e mica vorrai ritrovarti in «panne» proprio quando sarà giunto il giorno di tornare a circolare in libertà? Così semplici, fin banali, ma anche così spesso trascurati, ecco alcuni semplici consigli di gestione e di manutenzione del proprio veicolo a motore. 

LA BATTERIA
L’organo che soffre maggiormente una sosta forzosa è quell’«aggeggio» che si chiama batteria. Staccarla dal circuito elettrico quando sappiamo già che l’auto sarà ferma per alcune settimane è un bel risparmio, sia di soldi, sia di tempo. Di soldi perché, se lasciati collegati al veicolo, gli accumulatori si scaricano (e se lasciati scarichi troppo a lungo, diventano irrecuperabili). Di tempo perché, se anche vi siete accorti in extremis del problema, rimediare non è mai questione di un attimo, a meno che non abbiate una batteria di scorta a portata di mano. 
Con le auto di una volta, la procedura era immediata: bastava aprire il cofano, individuare la batteria, svitare il morsetto che fissa il contatto al polo negativo, sfilare il contatto e legarlo con una fascetta. Con le auto moderne è tutto più complesso: alcuni modelli sistemano la batmteria nel bagagliaio, inoltre l’elettronica di bordo svolge alcune operazioni ad ogni spegnimento del motore, e l’interruzione dell’alimentazione elettrica va fatta con criterio. 
Ma consultando il manuale d’uso, portare a termine la missione non sarà affatto proibitivo. Ah, al momento di ricollegare la batteria, tenete sotto mano eventuali codici per sbloccare accessori come autoradio e software di infotainment. E se proprio, di staccare la corrente, non ne volete sapere, abbiate almeno l’accortezza di avviare il motore ogni 4-5 giorni, e di farlo funzionare per 20 minuti circa.

LA PULIZIA
Capitolo igiene: di tanto in tanto, aprire leggermente i finestrini per qualche minuto è sufficiente per favorire il ricircolo dell’aria e conservare un ambiente vivibile. 
Ma proviamo a fare qualcosa di più  sfruttando anche un vademecum messo a punto da Carglass, azienda leader nella riparazione dei vetri. Per la pulizia dell’abitacolo, gli strumenti migliori sono un panno in microfibra e preparati a base di alcool: scoraggiati, al contrario, l’uso di candeggina o di amuchina, soluzioni che potrebbero danneggiare la pelle e la plastica a causa del loro contenuto di ipoclorito di sodio.
Per una sanificazione approfondita degli interni e dei condotti dell’aria, una buona prassi consiste infine nel trattamento all’ozono, operazione senza alcun rischio nocivo (ma da delegare a professionisti) e che elimina all’istante tutti i microorganismi indesiderati, oltre che i cattivi odori.

I LIQUIDI E LE GOMME
Verificare il livello dei liquidi: olio motore, liquidi dei freni, liquido di raffreddamento e dei tergicristalli. Non fate «seccare» l’auto sotto il sole. «Last but not least», i pneumatici. Lo scorso 15 aprile è innanzitutto scaduto l’obbligo degli invernali: la sostituzione stagionale del treno di gomme può essere svolta fino al 15 maggio, e qualora sotto data il lockdown ancora (ancora?) impedisse la visita dal gommista, nel frattempo un’ordinanza avrà prorogato la scadenza. Nell’attesa: monitorare il grado di usura, eventuali tagli, rigonfiamenti, chiodi o viti conficcate nel battistrada. Nel malcapitato caso in cui abbiate qualche corpo estraneo nella gomma, rimuovetelo solo se avete a disposizione un kit di riparazione, altrimenti lasciatelo così com’è: se ne occuperà il gommista a tempo debito.

VALVOLE E PRESSIONE
I tappi delle valvole sono tutti al loro posto? In caso contrario, ripristinateli: servono per impedire a sporco e umidità di entrare nella valvola. E arriviamo così alla pressione: uno pneumatico in buone condizioni, ma gonfiato solamente a 1 bar, vedrà velocemente peggiorare performance, durata e sicurezza. Ecco perché, soprattutto quando l’auto è ferma a lungo, sarebbe importante «pompare» di circa 1 bar (15 psi) la pressione rispetto allo standard, passando dai canonici 2,0-2,5 a 3,0-3,5 bar. 
Ricordate poi di ricontrollare la pressione delle gomme quando riprenderete in mano l’auto. Chi possiede un garage può anche pensare di sollevare l’auto da terra, risparmiando alle gomme il contatto col terreno, contrastando così il fenomeno dell’appiattimento. Niente box? Puoi correre ai ripari con i «tyre trainers», accessori che permettono alla gomma di essere sostenuta su tutta la parte inferiore. 

LE SECONDE CHIAVI
Infine, questo è il momento perfetto per ricordarsi delle seconde chiavi e del luogo in cui si è deciso di custodirle gelosamente. Non vuoi mai che all’occorrenza non le trovi… Ancora un po’ di pazienza, e la chiave potremo ruotarla: il rumore del motore non sarà mai stato tanto dolce.