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IL MERCATO

Le concessionarie riaprono ma restano le incognite

Francesco Maldarizzi (Federauto): «Sanificazioni, mascherine e lavoro a distanza, più a rischio i test drive. Ma il settore è crisi: il governo ci aiuti, rischiamo il collasso»

di Vittorio Rotolo -

03 maggio 2020, 15:23

Le concessionarie  riaprono ma restano le incognite

Appuntamenti su prenotazione, possibilità di effettuare test drive senza essere accompagnati da un addetto alla vendita, disbrigo «da remoto» delle pratiche relative all’acquisto e consegna a domicilio. Per le concessionarie di automobili più strutturate, questi servizi non rappresentano affatto una novità. Ma se ad usufruirne, prima, era una cerchia comunque ristretta di clienti, di fronte alla prospettiva di un medio-lungo periodo di convivenza con il virus, tali «opzioni» dovranno necessariamente entrare a far parte delle buone abitudini di chi intende cambiare la propria auto. 
Con l’imminente riapertura di showroom ed officine autorizzate, in programma domani, il comparto automobilistico sarà chiamato ad affrontare anche questa sfida. «Le nostre concessionarie hanno già predisposto un accurato piano per la ripartenza, che contempla l’adozione di tutte le misure previste dai protocolli sanitari», esordisce Francesco Maldarizzi, membro del direttivo di Federauto, organizzazione che raggruppa nel nostro Paese circa 1.400 imprese concessionarie di vendita ed assistenza di autovetture, veicoli commerciali e industriali, esprimendo il 3% del Pil nazionale ed un bacino di 120mila dipendenti diretti.
«All’interno delle nostre concessionarie – spiega Maldarizzi – la pulizia e la sanificazione degli ambienti avverrà con regolarità ed in maniera scrupolosa. L’apposita segnaletica a pavimento indicherà la prescritta distanza interpersonale di sicurezza da mantenere, mentre tutti i dipendenti saranno muniti dei dispositivi di protezione individuale».
 Sui test drive, Maldarizzi la pensa così: «Fermo restando che la presenza di due persone a bordo di un’auto è consentita, per la prova senza accompagnatore bisogna essere pratici: un cliente che si mette alla guida di una vettura che non conosce ha bisogno di avere al proprio fianco un addetto che sappia illustrargli le caratteristiche del mezzo. Differenze che è possibile cogliere solo al volante. Purtroppo – mastica amaro l’imprenditore – temo che, in questa fase, i test drive subiranno un calo». 
Inevitabile, alla luce di una contrazione delle vendite già accusata tra gennaio e febbraio (-7%) ma che, con la crisi post-emergenza, rischia di acuirsi. «Le stime indicano perdite comprese fra il 35 ed il 50%. Eppure, noi titolari di concessionarie le tasse e le bollette dovremo continuare a pagarle - sbotta Maldarizzi -. Sul piano economico, sarà un disastro». 
Federauto chiede al Governo misure di sostegno. «Siamo l’unico Paese in Europa a non avere la detraibilità dell’Iva per le auto aziendali. Il parco circolante è il più vecchio, con 16 milioni di veicoli da Euro 0 a Euro 4. Per ridare ossigeno al mercato, bisogna pensare a nuove forme di incentivo. Qui si rischia il collasso».
Durante il lockdown, le concessionarie hanno continuato ad operare a distanza effettuando preventivi, dando seguito alle operazioni avviate in precedenza e, con la propria rete di assistenza, intervenendo in caso di particolari urgenze o necessità sui veicoli dei clienti. 
«I reparti di officina – osserva Maldarizzi – hanno attivato, in queste settimane, vere e proprie task force, per garantire adeguata assistenza a professionisti che avevano la necessità di spostarsi in auto ed aziende che si occupano del trasporto di generi alimentari e presidi sanitari. Dal 4 maggio riprenderanno pure le attività di manutenzione ordinaria».
I servizi «da remoto» resteranno attivi: grazie all’ausilio di applicazioni già in dotazione, le concessionarie offriranno preventivi e pre-valutazioni in caso di permute. 
Per la consegna, i tempi (e gli spostamenti) potranno ridursi sempre grazie all’ausilio degli strumenti tecnologici, che consentono all’acquirente di ricevere le informazioni. 
L’auto potrà essere ritirata in concessionaria o arrivare direttamente a casa: sarà il cliente a scegliere.