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Porsche 911 Targa, il fascino non ha tempo

La più elegante della famiglia ha un nome evocativo che ci riporta agli anni '50. Ecco l'ultima versione 

di Lorenzo Centenari -

23 maggio 2020, 15:11

Porsche 911 Targa, il fascino non ha tempo

Non è una cabriolet e nemmeno una coupé. Cinque lettere compongono il suo nome, ma non è la Turbo. Nella quasi sessantennale storia di Porsche 911, in edizione Targa la sportiva forse più longeva al mondo ha sempre dato il meglio, almeno in termini di stile e personalità.

 All’esordio nel 2019, con l’edizione Targa l’ultima generazione della 911 (sigla 992) completa oggi la sua offerta e lancia il suo messaggio: anche in epoca di elettrificazione (vedi Taycan, vedrai a breve anche Macan), Porsche conserverà per sempre i suoi valori. Non solo: anche in epoca di pandemia, la Cavallina guarda avanti. 
Due versioni, Targa 4 e Targa 4S, ambedue quindi a trazione integrale, ambedue equipaggiate di serie di cambio automatico a doppia frizione PDK a 8 rapporti (il cambio manuale solo su richiesta), ambedue infine spinte da motore 6 cilindri boxer da 3 litri, sovralimentato da due turbocompressori. La «S» sottolinea invece il gap prestazionale, 385 Cv (e 450 Nm) Targa 4, 450 Cv (e 530 Nm) la sorella ancor più «scalmanata». Che ovviamente costa un po’ di più, 148.000 euro contro i «soli» 132.000 euro della Targa «base». 

Il destino nel nome
A proposito: perché quel nome? Targa è un genere di carrozzeria a metà strada tra spider e coupé, un’auto dal tettuccio rigido asportabile (completamente o parzialmente) sorretto dal parabrezza e da un rollbar centrale, a sua volta generato dai montanti posteriori stessi. Prime vetture in assoluto ad adottare questa configurazione furono nel 1965 proprio due modelli Porsche, la 911 e la 912: il nomignolo «Targa» era un omaggio alla 550 Spyder con la quale il pilota Umberto Maglioli vinse la Targa Florio del 1956 (gara allora valida per il Campionato mondiale vetture sport), conquistando la prima vittoria di una Porsche in una gara internazionale. 

Il successo commerciale e le successive affermazioni Porsche in ambito agonistico favorirono il diffondersi del termine: a partire dagli anni Settanta, «Targa» divenne d’uso comune per definire genericamente le vetture con questo tipo di carrozzeria. Oltre mezzo secolo più tardi, nessun altro marchio ha tuttavia legato la sua immagine all’architettura «semi-cabrio» quanto il marchio della Cavallina. 

La magia del cristallo
Nuova 911 Targa costa più della coupé e pure della cabriolet al 100%: ma vuoi mettere il tettuccio elettrico in cristallo, che si apre e si chiude in soli 19 secondi, anche in movimento? Tra le altre dotazioni (abitacolo squisitamente ispirato alla 911 anni Settanta, con indicatori analogici alternati a display digitali), il cruise control adattivo Innodrive, il pacchetto Sport Chrono, la predisposizione al protocollo Apple CarPlay (non ancora ad Android Auto), inoltre un raffinato sistema di sollevamento da terra del telaio (Smartlift) per agevolare la guida nell’impiego quotidiano.

 Eh già, Porsche 911 la sportiva stradale rubata alla pista, ma perfettamente a suo agio anche sul pavé. Inaccessibile alla maggioranza degli appassionati, e anche per questo ancora più desiderabile.