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Duster Gpl: Dacia riparte (a gas)

Costi sostenibili, più autonomia e  basso impatto ecologico: il Suv  monta  il 1.0  tre cilindri di Renault. Per una nuova era all'insegna dell'affidabilità

di Lorenzo Centenari -

30 maggio 2020, 12:27

Duster Gpl:  Dacia riparte (a gas)

A  ciascun periodo storico, la sua auto simbolo. E a quale fase, se non la benedetta «Fase 2», si sposa un’auto come Duster GPL? Per due mesi si è viaggiato solo di immaginazione, ora ripartire in quinta non è semplice, c’è ruggine incrostata dappertutto, dai motori alle carrozzerie, passando per lo spirito degli italiani. Ripartire chiede oggi un mix di audacia, senso pratico, e soprattutto, costi sostenibili: materie nelle quali Dacia Duster è un’autorità, e che proprio in versione «a gas» esprime il top della filosofia «low cost».

 Abbandonato a fine 2019 il 4 cilindri 1.6 SCe, da quest’anno Duster GPL pesca dalla banca organi Renault il nuovo 3 cilindri 1.0 TCe turbo benzina, e all’anagrafe converte il nome in TCe 100 ECO-G. Cala la cubatura, crescono tutte le altre voci. Duster GPL è quasi un brand nel brand: oltre metà degli esemplari che si stabiliscono nel Belpaese si alimentano proprio di gas propano e gas butano. La corrente in voga è quella dei motori turbo di piccola cilindrata, i tempi per il salto erano ormai maturi. 

Tre cilindri magici
Come piattaforma per Duster bi-fuel, Dacia si converte dunque al nuovo 1.0 tre cilindri sovralimentato (sigla 1.0 TCe 100), un’unità che col Suv franco-rumeno ha già stretto una partnership lo scorso autunno, e che per la duplice alimentazione è già predisposto. Un gioiellino di tecnologia, il tricilindrico dell’Alleanza Renault-Nissan, che si distingue per alcune soluzioni davvero all’avanguardia: come il turbo con valvola elettronica wastgate, il variatore di fase in aspirazione e la pompa dell’olio a portata variabile. 100 Cv di potenza a 5.000 giri/min., 170 Nm di coppia a 2.000 giri/min. Impianto GPL di produzione Landi Renzo montato direttamente in fabbrica (garanzia 3 anni o 100.000 km), serbatoio da 33,6 litri posto sotto il pavimento del vano di carico, in luogo della ruota di scorta: il bagagliaio non perde un centimetro cubo di capacità. Mentre funziona a GPL, Duster TCe 100 ECO-G è accreditata di consumi di 6,9 l/100 km (ciclo misto), per un equivalente grado di emissioni CO2 di 112 g/km. 

Se il motore brucia benzina, i consumi calano (5,3 l/100 km nel misto), ma in virtù di un prezzo alla pompa nettamente a favore del GPL (circa 0,60 euro/litro contro 1,42 euro/litro), i costi di esercizio sono inferiori del 40%. Autonomia a GPL di 487 km, autonomia a benzina di 900 km. Autonomia totale vicina perciò ai 1.400 km. 

Meno consumi
Pressoché nullo il gap prestazionale nei confronti di Duster 1.0 benzina: velocità massima di 168 km/h, accelerazione 0-100 in 12"5. La trasmissione della potenza alle ruote anteriori (Duster TCe 100 ECO-G esiste solo a trazione anteriore 4x2) è infine affidata al cambio manuale a 5 marce. Rispetto all’edizione precedente, quella con il 1.6 aspirato, il downsizing della cubatura implica una piccola rinuncia di potenza (100 Cv contro 114 Cv), tuttavia ampiamente ricompensata da un valore di coppia motrice sia superiore, sia soprattutto disponibile a regimi di rotazione inferiori. A tutto vantaggio dell’elasticità, quindi anche del piacere di guida. Dal 2019 al 2020, migliori anche i consumi (-20%) e l’autonomia a GPL (+100 km).

Il listino parte dai 14.150 euro della Essential, il secondo livello della scala gerarchica Dacia: di serie il volante in pelle, il radar parking posteriore, il clima manuale, il cruise control, gli alzacristalli elettrici posteriori... Insomma, spartano è un’altra cosa.  In sostanza, il sovrapprezzo rispetto a Duster TCe 100 è di soli 350 euro. E in caso di finanziamento, prime 6 rate a solo 1 euro al mese. Duster GPL «eroe» della ripresa del mercato?

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La storia di Dacia: tutto iniziò da Logan. A 5mila euro
 È il 2004, quando Dacia irrompe sulla scena di un’Italia ancora in crescita con il (profetico?) modello da «decrescita felice». Dacia Logan la berlina da soltanto 5.000 euro (per la verità, qualcosa in più), ma il successo arriva solo nel 2007 con Sandero, e ancor di più tre anni dopo, nel 2010 con la Duster, primo Suv «low cost» nonché primo modello a declinare in chiave sport utility «per tutti» propulsori e qualità di costruzione garantiti da mamma Renault. Da allora è stato un riconoscimento dopo l’altro: Duster che si impone come Suv del popolo, che ispira club di appassionati, che chiude una generazione e ne apre un’altra (2017) dal presente strabiliante (nel nostro Paese, Duster terza auto più venduta del 2019 dopo Panda e Ypsilon) e dal futuro (proprio grazie al nuovo corso del modello a GPL) ancor più promettente. Non solo di Duster e Sandero vive Dacia: la prima elettrica del brand rumeno (sotto l’egida Renault dal 1999) è già in rampa di lancio: il Suv ultracompatto Dacia Spring si candida come «l’elettrica per tutti». L.C.