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La Ignis Hybrid evolve puntando sui consumi

La nuova Suzuki sotto il cofano sistema un’unità ancor più moderna sempre da 1,2 litri 

 

di Lorenzo Centenari -

13 giugno 2020, 10:58

La  Ignis Hybrid evolve puntando sui consumi

C'è un argomento - a differenza dell’offroad, che padroneggia da decenni - che Suzuki si è messa a studiare solo di recente (2016), ma pur sempre con anni di anticipo rispetto a molti concorrenti. Quell’argomento è l’ibrido, oggi in versione «soft», domani chissà. Nel 2020 Ignis non rinnega la filosofia mild hybrid, tuttavia la evolve nella direzione del contenimento dei consumi. E già che c’è, si sottopone a un lifting ben riuscito.

Andiamo con ordine: al frontale spicca una nuova mascherina, ora con feritoie verticali circondate da eleganti cromature, esattamente come i gruppi ottici con luci diurne a Led. Più in basso, uno skid plate di forte appartenenza «adventure» e fari fendinebbia in posizione più rialzata e più incassata, così da meglio ripararsi dai piccoli urti. Skid anche al posteriore, il pianale infine si allontana da terra di 1 cm: il micro-Suv (370 cm) è servito.
INTERNI
 All’interno, le superfici bianche che sin qui caratterizzavano la parte bassa della plancia lasciano spazio al nero. Tinteggiate a contrasto, in blu scuro oppure argento, sia cornice del tunnel centrale, sia maniglie porte: il MY2020 è senz’altro più ricercato.

Ed eccoci al punto: nuova Ignis Hybrid abbandona il precedente 1.2 Dualjet e sotto il cofano sistema un’unità ancor più moderna, benché sempre un 4 cilindri benzina da 1,2 litri ad alimentazione atmosferica, nome in codice K12D. Potenza massima di 83 Cv a 6.000 giri/min., picco di coppia di 107 Nm a un regime di soli 2.800 giri (prima era oltre i 4.000 rpm). L’erogazione è resa poi ancor più piena dal supporto del sistema Hybrid di Suzuki, sempre fondato sull’attività dell’Integrated Starter Generator (ISG), mini-motore elettrico (2 kW) che svolge le funzioni sia di alternatore, sia di motorino di avviamento, sia infine di propulsione vera e propria, ogniqualvolta il guidatore chieda alla sua Ignis uno spunto più brillante.

L’ISG è alimentato da un pacco batterie a sua volta più energetico: da 3Ah, l’amperaggio cresce fino a 10Ah. Le maggiori proprietà chimiche della batteria irrobustiscono di un pelo il funzionamento del generatore/starter, e di conseguenza l’elasticità del 1.2 benzina: in ripresa ed accelerazione, «spintarella» più sensibile e maggior recupero di energia in frenata e decelerazione. 
CONSUMI
A proposito di consumi: in caso di trazione anteriore e cambio manuale, medie di 3,9 l/100 km ed emissioni CO2 di 89 g/km, mentre in presenza di trazione integrale (schema a giunto viscoso Suzuki AllGrip che trasferisce automaticamente coppia alle ruote posteriori non appena quelle anteriori perdano aderenza) il valore cresce a quota 4,2 l/100 km.

La variante automatica (cambio CVT a variazione continua) consuma infine 4,3 l/100 km: in sostanza, Ignis 2020 batte Ignis 2019 di circa 10 punti percentuali. Prezzi dai 16.500 euro per la 1.2 2WD Cool ai 19.250 euro di Ignis Hybrid 4WD in allestimento Top, passando per i 18.950 euro della variante con trasmissione automatica. Grazie alla formula Suzuki Smart Buy, prenotazione anche online, sconto di 2.000 euro e prima rata dopo 6 mesi: per decidersi, è il momento giusto.