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Captur e Mégane: la doppia offensiva ibrida di Renault

Inizia l'era hybrid plug-in. La Clio E-Tech invece si «autoricarica»

11 luglio 2020, 18:42

Captur e Mégane: la doppia offensiva ibrida di Renault

Clio, Captur, Mégane. La citycar, il Suv, la familiare. Strappate in blocco dalle sicurezze del passato e proiettate verso il mondo dell’elettrificazione. E allora sia: Clio E-Tech (full hybrid), Captur E-Tech, Mégane E-Tech (plug-in hybrid). Dal marchio leader in Europa nel settore del 100% elettrico, un tris di ibride: ma non è affatto un passo indietro, anzi. È un gesto per venire incontro al proprio (vasto) pubblico, ora chiamato a fare delle scelte: passo all’ibrido o resto fedele al diesel? A ciascuno le sue considerazioni, anche se il nuovo programma in incentivi pubblici, una spintarella alle ultime arrivate…

Dalla Formula 1
L’esperienza di Renault in Formula 1 insegna. Sia nuova Captur che Mégane Sporter Plug-in Hybrid si avvalgono di un 1.6 benzina accoppiato non a uno, bensì a due motori elettrici, di cui il primo con funzione di trazione vera e propria (E-Motor), l’altro nelle vesti di starter ad alta tensione, o High-voltage Starter Generator (HSG). Potenza di sistema di 160 Cv. 
Fonte di energia dei due motori elettrici è una batteria agli ioni di litio da 9,8 kWh di capacità, calibrata per garantire un’autonomia in modalità 100% elettrica fino a 50 km nel ciclo misto, e fino a 65 km nel ciclo esclusivamente urbano. In modalità EV, inoltre, Captur e Mégane E-Tech Plug-in raggiungono la velocità massima di 135 km/h. 

Consumi e ricarica
Consumi combinati rispettivamente di 1,4 e 1,3 l/100 km, emissioni CO2 a quota 32 e 28 g/km. Tempi di ricarica completa delle batterie, infine, di 3 ore da colonnina pubblica o Wallbox, di  5 ore circa da comune presa domestica.

Il sistema
Facciamo un passo indietro alla catena cinematica, vera arma segreta della gamma E-Tech (compresa Clio): la trasmissione di coppia e potenza è affidata al cosiddetto Multi-mode, un inedito cambio elettroattuato a innesti frontali, privo di frizione e sincronizzatori. In assenza di frizione, viene a mancare la funzione di partenza da fermi tramite motore termico. A mettere le ruote in movimento ci pensa perciò (sempre e comunque) il motore elettrico primario (E-Motor): in base alla domanda di potenza, il 4 cilindri verrà poi avviato dal generatore elettrico secondario (HSG), e portato all’esatto regime di rotazione necessario per collegarlo senza contraccolpi all’avantreno. 
Più semplice a guidarsi, che non a spiegarsi: il funzionamento di Captur e di Mégane Plug-in somiglia molto più a una full electric (accelerazione da fermo compresa), col motore a combustione che «dorme» per gran parte del percorso. Salvo non si imposti il Multi-sense in posizione «Sport», così da richiamare all’ordine tutti e tre i motori in simultanea.

Clio è diversa
A differenza delle sorelle maggiori, Clio E-Tech si allinea alla categoria full hybrid, quindi esclude la funzione di ricarica da esterno delle batterie. Ma è forse, sul mercato, la full hybrid che più si sbilancia verso il full electric (oltre ad essere una delle poche full hybrid di segmento B): col vantaggio che le batterie le «autoricarica» da sola. 
Per il resto, stessa architettura di Captur/Mégane: un 1.6 più due motori elettrici, output combinato di 140 Cv. Scorretto parlare di autonomia ad emissioni zero: in ogni caso, nella guida cittadina (e con un filo di gas) Clio Hybrid viaggia anche fino all’80% del tempo senza l’ausilio del 4 cilindri. E quando anche il «millesei» torna in servizio (oltre i 50 km/h circa), lo fa in maniera silenziosa ed armoniosa. Nuova Renault Captur E-Tech Plug-in già in vendita a partire da 32.950 euro (allestimento Intens) ecobonus escluso, Clio E-Tech da 21.950 euro (Zen). Mégane debutterà soltanto successivamente. Chissà, forse insieme ad altre nuove adepte.