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IL RESTYLING

Mini Countryman cambia. Ecco come va

di Aldo Tagliaferro -

20 settembre 2020, 18:51

Mini Countryman cambia. Ecco come va

‌Quando si parla di Mini sono i dettagli a fare la differenza. Perché l'auto più modaiola del millennio va oltre i canoni classici  e l'apparenza vale quanto la sostanza. Eccoci ai ritocchi di rito della Countryman di seconda generazione (già dieci anni dal primo Suv Mini, il tempo vola...) amatissima  in Italia: il design si fa appena più pulito con le novità alla griglia anteriore e al paraurti posteriore, il kit estetico All4, i fari che si rinnovano e diventano a Led di serie oltre a «sventolare» dietro l'iconica UNion Jack; e poi si amplia la tavolozza dei colori, si aggiunge una novità (Silver) alle varianti di tinta per il tetto e si aggiornano gli interni (in meglio: sia come look che come materiali).

 

Con il Piano Black cambiano poi altri particolari, dalle cornici dei fari alle maniglie. E se si è a caccia dell'ultimo grido ecco la Northwood Edition che personalizza i 4 metri e 30 di Countryman con tanti contenuti e un prezzo interessante (29.450 euro).

 

Ci sono però da raccontare novità più sostanziose: intanto il nuovo quadro strumenti digitale è molto più leggibile (e pure antiriflesso, in qualsiasi condizione), così come il display nel classico "tondo" centrale.

 

A dimostrazione che Mini non è solo vanità, diventa di serie la chiamata di emergenza, le sospensioni adattive offrono maggior precisione e l'offerta di cambi è infinita con l'ottimo automatico a 8 rapporti sui modelli All4.

Pallottoliere alla mano i contenuti dei nuovi equipaggiamenti valgono 2.000 euro, Mini si accontenta di chiederne 1.100: c'è più roba ma l'assegno continua a crescere in un listino che parte a quota 26.950 euro (base d'asta per un motore bistrattato di questi tempi - ma eccellente - diesel 29.600) e può schizzare ben oltre i 40mila euro con la cavalleria sportiva dei modelli John Cooper Works. Ecco perché la Northwood Edition (motore Cooper) ha il suo perché...

 

E al volante? Countryman è un signor Suv ma è molto poco Mini: dimensioni e altezza faticano a replicare il famoso kart feeling, però non tradisce mai. Incollata a terra nel misto veloce, sicura in off-road (non estremo, per carità), ha un delizioso automatico a 8 marce e un motore a gasolio (abbiamo testato la versione diesel) silenzioso anche in autostrada. ‌Se poi si opta per la versione 2.0 SD da 190 Cv allora le soddisfazioni sono da vera sportiva (del resto il "cuore" è Bmw). A proposito di cavalli, si va da 102 (One) a 220 (JCW) nelle versioni a benzina, da 116 (One) a 190 (Cooper SD) oer quanto riguarda i diesel.

E invece lo spazio è tutt'altro che Mini: il bagagliaio è degno di questo nome e dentro si siede molto comodi sia dietro che davanti. E ha il suo fascino perdersi nei dettagli curatissimi del dashboard: in fondo il bello di Mini è proprio questo.

Mini incontra sul proprio cammino anche un nuovo compagno di viaggio: People of Shibuya, cuore a Erbusco e visioni globali, in 5 anni ha portato il fatturato a 10 milioni di euro e produce capi di abbigliamento innovativi. Il prossimo progetto dell'azienda sarà targato Mini che crede nel giovane designer Joe London Amoruso. Sarà uno zainetto componibile con protezione Rfid, 15 tasche e materiali 100% riciclabili.