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IL TEST

A3, l'evoluzione della specie conserva l'aria di famiglia

Al volante dell'Audi 2.0 tdi 150 cv. Linee «classiche»,  ma tante novità. Silenziosa, sportiva ma non rigida. Il diesel? Un gioiello 
 

di Lorenzo Centenari -

21 novembre 2020, 09:57

A3, l'evoluzione della specie conserva l'aria di famiglia

Una A3 completamente nuova, anzi no. La «solita» Audi A3. Anzi, entrambe. Nel senso che il family feeling - come tradizione di Gruppo Volkswagen - è sempre lo stesso delle origini, tuttavia l’evoluzione della specie è manifesta in ogni singolo particolare.

A cominciare dal design, ancora più attraente, ancora più sportivo, senza eccedere in orpelli facoltativi (tranne semmai le finte prese d’aria ai lati dello spoiler anteriore): griglia anteriore «single frame» espansa, passaruota muscolari (non a caso, rispetto al passato la larghezza aumenta di 30 mm), montanti inclinati (e sottili, a beneficio della visibilità), tetto ribassato (ma non al punto da…inzuccarsi). 

Ma è all’interno che A3 terzo atto muove passi avanti ancor più significativi: plancia tutta nuova (qualità dei materiali alta quasi ovunque), display touch da 10,1 pollici incassato a centro console e non più incernierato a sbalzo (dalla potenza di calcolo 10 volte superiore a prima, ma con sistema di navigazione MMI plus a comandi vocali solo sugli allestimenti superiori, idem per il Virtual Cockpit), tunnel centrale ancora più pulito grazie alla mini-leva del cambio (sulle versioni con trasmissione automatica doppia frizione S tronic a 7 velocità) con tecnologia «shift-by-wire», ovvero con l’innesto dei rapporti governati da impulsi elettronici anziché meccanici. 

A3 è lanciata verso nuove forme propulsive (vedi riquadro) ma non abbandona il caro vecchio diesel, ancora ottimo compromesso tra performance di tutto rispetto (il 2.0 TDI da 150 Cv e 360 Nm, sigla 35 TDI, sbriga lo 0-100 km/h in 8,4 secondi) e consumi da clima di austerity: 20 km/l anche viaggiando in autostrada. Tanto più che l’abitacolo è ben isolato: niente vibrazioni, né il timbro del propulsore diesel assomiglia ai diesel di una volta. Sportiva ma non rigida, la storica sorella nobile di Golf, anche con cerchi in lega da 18”: a meno che non metti mano alla funzione Audi drive select (di serie su A3 S line edition, optional per gli altri equipaggiamenti), e imposti la modalità «dynamic» che tonifica risposta dello sterzo, sensibilità dell’acceleratore, taratura delle sospensioni (McPherson anteriori, a ruote interconnesse al retrotreno).

In quel caso A3 Sportback (c’è pure A3 Sedan) raggiunge il proprio limite di spinta e precisione: è allora che ti accorgi che 150 Cv, per togliersi qualche sfizio bastano ed avanzano.

Nota dolente, i prezzi: A3 TDI S tronic da 35.200 euro, versione top di gamma S line da 40.900 euro. Ma la formula Audi Value (anticipo di 12.000 euro, 23 rate da 209 euro, possibilità di restituire la vettura a fine contratto) viene incontro pure a chi crede di non potersela permettere. E siamo in tanti.