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La rivoluzione elettrica (e online) è iniziata. Parola di Volvo

Entro il 2030 solo vetture a zero emissioni vendute solamente  online. Tesla ha ora un concorrente. Ma resta caldo il tema delle infrastrutture
 

di Aldo Tagliaferro -

08 marzo 2021, 14:26

La rivoluzione elettrica (e online)  è iniziata. Parola di Volvo

Questa volta ci siamo. Se l'annuncio di Volvo nel luglio 2017 fu male interpretato da molti media (l'idea era quella di produrre solo veicoli elettrificati a partire dal 2019, non di abolire i motori endotermici), la Casa svedese con il portafoglio in Cina oggi tenta il salto quantico: entro il 2030 costruirà solo vetture totalmente elettriche mostrando visione e coraggio ma al tempo stesso riponendo grande fiducia sulle capacità del sistema di traghettare la mobilità dal petrolio all'energia con tutto ciò che comporta a livello di infrastrutture.
Volvo sceglie di anticipare i tempi inviando un segnale deciso all'universo dell'automotive. «Invece di investire in un business in calo - sintetizza con spietato razionalismo nordico il Ceo Hakan Samuelsson - abbiamo scelto di investire nel futuro, sia elettrico che online». Ecco, l'elettrico non è tutto: l'altro annuncio che scuote dalle fondamenta il mondo delle quattro ruote è che Volvo venderà solo online. Con buona pace dei concessionari che  - lungi dallo scomparire - dovranno cambiare pelle, dimenticando il mestiere di venditori per dedicarsi ai servizi.
Volvo è un brand che da sempre ha nel suo Dna valori che vanno ben oltre la mobilità: il mantra della sicurezza prima e quello della sostenibilità poi, sono in linea con la coscienza del Paese di Greta. Oggi Volvo può permettersi questo annuncio perché è un brand premium che, a differenza dei costruttori generalisti, si rivolge a una clientela ideale per l'elettrico per capacità di spesa e contesto abitativo (difficile vendere un'auto elettrica a chi non possiede un garage), anche se a ben vedere il proclama di Ford di un futuro tutto elettrico sempre nel fatidico 2030 (ma solo in Europa...) suona ancora più temerario.
Ma in che contesto di mercato arriva l'annuncio di Volvo? Grazie agli incentivi varati in molti Stati, l'Europa ha chiuso il 2020 con una crescita del 107% dei modelli elettrici che oggi pesano circa il 10%, anche se diesel e benzina valgono insieme oltre il 75% del mercato. Un'altra fetta dell'11% è appannaggio delle ibride, modelli che poggiano ancora sui motori tradizionali a cui l'energia fornisce un aiuto, piccolo o grande che sia. Il trend è in forte crescita anche in  questo scorcio di 2021 e - per stare su Volvo - in febbraio in Europa il 44% delle vendite ha riguardato modelli elettrificati (il 26,1% a livello mondiale). Ma ripetiamo: la differenza tra un modello plug-in e uno elettrico è basilare. Autonomia e tempi di ricarica restano ancora molto lontani dagli standard a cui siamo abituati, soprattutto se parliamo di utenti business, per i quali il tempo è denaro. Per dire: la C40 Recharge annunciata la scorsa settimana da Volvo, primo modello che nasce solo elettrico, potrà caricare l'80% in 40 minuti. Senza contare che l'efficienza delle batterie è destinata a scemare con il tempo. 
 Oggi dunque Tesla, l'unico brand nativo elettrico, vede affacciarsi la concorrenza vera sul mercato. E la scelta di Volvo di puntare solo sulla vendita online accelera drammaticamente il cambiamento verso le modalità di fruizione della mobilità, intesa come servizio. Del resto proprio Volvo aveva già rivoluzionato il concetto di possesso proponendo con Care by Volvo sostanzialmente un noleggio che include i servizi e che sta facendo scuola nel settore.
L'ultimo, e forse più difficile, dei problemi da risolvere riguarda però le infrastrutture: auto elettrica significa colonnine di ricarica. E forse nessuno è indietro quanto l'Italia sotto questo aspetto. Qui allora prova a intervenire Volvo Italia, la divisione nazionale guidata con non meno visione della casa madre dal presidente Michele Crisci: il progetto Volvo Recharge Highways intende installare 30 stazioni di ricarica veloce (175 kWh, tanta roba) in concessionarie Volvo e vicino agli snodi autostradali più importanti. Le posa delle prime 25 viene stimata entro la fine dell'estate (due ricariche simultanee all'80% in poco più di 30'). Non solo: a Milano arriva la prima ricarica fast charging con l'idea di arrivare a 50 punti da 22 kWh nel distretto più cool di Milano (dove sorge anche il Volvo Studio). Aspettiamo con fiducia: questo Paese ci ha abituati a decine di annunci simii rimasti poi lettera morta. Ma Volvo, c'è da scommetterci, fa sul serio.