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IL TEST

A spasso nel silenzio della città con Citroen C5 Aircross plug-in

Fino a 55 km a zero emissioni

di Aldo Tagliaferro -

13 marzo 2021, 09:11

A spasso nel silenzio  della città con Citroen C5 Aircross plug-in

In ottobre vi avevamo raccontato il nuovo Suv di Citroën, C5 Aircross, salutandolo come il primo plug-in del double chevron. In questi cinque mesi l'accelerazione verso la transizione elettrica ha subito un'accelerazione violenta nell'offerta e nella presa di coscienza degli utenti. Insomma, l'auto con il cavo sta diventando la nuova normalità, le infrastrutture cominciano a spuntare con maggior regolarità e gli incentivi fanno la loro parte.

La transizione verso un futuro  elettrico ci ha fatto venir voglia di guidare C5 Aircross in città, ovvero a zero emissioni. Se il Suv francese ha il suo punto di forza nel sistema ibrido che non mette limiti alla percorrenza sfruttando il lavoro in simbiosi del benzina  Puretech 1.6 180 S&S con un motore elettrico da 80 kW, vediamo che effetto fa essere al volante di un Suv di 4 metri e mezzo nel traffico cittadino guidando come se avessimo Greta a bordo.

Mettiamo da parte la cura delle sedute e la praticità degli interni per concentrarci solo sul mondo a zero emissioni. Partiamo dalla carica: C5 Aircross ha bisogno di una notte da una presa domestica standard, 4 ore con presa 14 A di tipo Green’up Legrand, 7 ore con presa standard e meno di due ore se si utilizza una Wall Box da 32 A da 7,4 kW. Con questo pieno di energia ci vengono promessi 55 km di autonomia.

Allora partiamo per immergerci nella città per eccellenza, Milano, inclusa la zona C che a C5 Aircross è consentita. A proposito: il retrovisore interno fotocromatico è dotato di un indicatore di guida in modalità 100% elettrica con una luce blu  ben visibile dall’esterno che permette di farsi identificare. 

Nella console centrale selezioniamo la modalità di trazione elettrica (hybrid e  sport le altre due alternative): assecondati dalla trasmissione automatica AT8 da anni fiore all'occhiello del Gruppo Psa (Pardon, ora Stellantis) e nel più assoluto silenzio ci immergiamo nel traffico assaporando alle partenze dai semafori uno spunto da sportiva tipico dell'elettrico. Senza esagerare, mi raccomando, altrimenti i 55 km si accorciano bruscamente. 

Il valore aggiunto di C5 Aircross è dato dalle sospensioni con smorzatori idraulici progressivi: assorbono benissimo le asperità della giungla urbana e, sommando l'assenza di rumori da sotto il cofano, l'ascolto della radio è come quello in salotto.

Per tirare fuori il massimo da C5 Aircross optiamo per l'opzione B (sta per Brake) che in molti modelli elettrici consente sostanzialmente di guidare con un pedale solo: la ricarica di energia in rilascio aumenta notevolmente e di fatto “frena” la vettura alzando l'acceleratore. Ci si abitua in pochi minuti e si allunga il “pieno” di energia.

Non è sicuramente un inno alla sportività, ma in centro a Milano a cosa servirebbe sfruttare tutti i cavalli, che pure sono molti (225 con una robusta coppia di 320 Nm)? I 280 kg di batterie fanno sentire la loro inerzia se si accelera in tangenziale, ma il comportamento di C5 Aircross è ampiamente promosso. Così come l'autonomia: anche senza il “piano B”, con aria condizionata accesa e nessuna particolare delicatezza sul pedale, i 45/50 km di silenzio sono assicurati. Non è poco.

Ah, dimenticavamo il prezzo: la versione elegantissima e iper-accessoriata che abbiamo provato (Hybrid 225 Ë-EAT8 Shine) costa 49.000 euro. Ma l'ingresso nella gamma è posozoonato 7mila euro sotto.